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Chiusura dell’ex Airpack di Ossago: 40 lavoratori e un dirigente senza lavoro

La multinazionale belga annuncia lo stop definitivo: perdite, piani industriali falliti e 41 dipendenti ora in cerca di soluzioni

Chiusura dell’ex Airpack di Ossago: 40 lavoratori e un dirigente senza lavoro

Rimarranno a casa 40 lavoratori e un dirigente con la chiusura definitiva dell’ex Airpack di Ossago Lodigiano, annunciata nella giornata di lunedì 16 febbraio 2026 tramite i sindacati. Una situazione che crea preoccupazione per i numerosi lavoratori che si ritroveranno in difficoltà.

La comunicazione ai sindacati

La causa della chiusura sarebbe legata alle importanti perdite riscontrate negli ultimi anni, nonostante i tentativi messi in atto per recuperare fatturato e ordinativi. Una decisione comunicata ai sindacati tramite PEC, a seguito dell’incontro con Rsu e segreterie territoriali della Femca Cisl e Filctem Cgil, che si è svolto nella mattinata di lunedì, come stabilito venerdì scorso.

Durante l’incontro, la direzione ha spiegato che i forti bilanci in perdita degli ultimi tre anni e i tentativi falliti di rilanciare fatturato e ordinativi attraverso diversi piani industriali hanno portato la proprietà a una decisione drastica. La multinazionale belga, casa madre del sito, per comunicare direttamente ai sindacati l’intenzione di procedere alla chiusura dello stabilimento ha inviato il proprio amministratore delegato.

Airpack di Ossago Lodigiano

La storica società lodigiana, dopo l’acquisizione avvenuta nel 2019, è entrata a far parte del gruppo belga Abriso, insieme alle consociate europee Jiffy Packaging e Tap Telion. Da quel momento la nuova realtà Abriso‑Jiffy ha proseguito senza interruzioni le proprie attività produttive nello stabilimento di Ossago, mantenendo continuità operativa e presenza sul territorio.

Nel 2021 il gruppo multinazionale ha cambiato nuovamente assetto proprietario: la gestione è passata dalle mani di Bencis Capital Partners, realtà indipendente specializzata in investimenti, alla società belga Piatraco, attiva nei servizi di investimento finanziario.

Di seguito una mappa che mostra il posizionamento dello stabilimento nel territorio provinciale: 

 

Mappa

41 lavoratori a casa

Nonostante le speranze nutrite negli anni, la situazione attuale non mostra alcuna prospettiva concreta per i 41 lavoratori, che ora si trovano davanti allo spettro della perdita del posto.

È in questo clima di forte incertezza che i dipendenti chiedono ai sindacati di guadagnare tempo, così da poter valutare ogni possibile alternativa ai licenziamenti: dall’ipotesi di prepensionamenti, a incentivi adeguati, fino a percorsi di ricollocamento o all’attivazione della cassa integrazione straordinaria. Tra le richieste c’è anche quella di verificare la possibilità di individuare un potenziale acquirente che possa evitare la chiusura definitiva del sito.