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Sì al rinvio per il divieto dei motori diesel Euro 5 in Lombardia

La Lega, guidata da Salvini ha ottenuto lo slittamento del blocco nelle grandi città per 443mila automobili

Sì al rinvio per il divieto dei motori diesel Euro 5 in Lombardia
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Una regione che produce e corre non può essere costretta a fermarsi. Con questa convinzione la Lega ha chiesto di congelare il blocco dei diesel Euro 5, e il Governo, grazie all’azione del ministro Salvini, ha deciso di rinviarlo.

Rinviato il blocco degli Euro 5, un primo traguardo

In Lombardia parliamo di circa 443mila automobili diesel Euro 5. Dietro questi numeri ci sono lavoratori, famiglie, pendolari, studenti e piccoli imprenditori che utilizzano quotidianamente l’auto. Persone che non possono permettersi di cambiare veicolo da un giorno all’altro per rispettare vincoli europei lontani dalla realtà economica dei nostri territori.

Come Gruppo Lega in Regione Lombardia abbiamo chiesto e sostenuto con forza il rinvio, raccogliendo le preoccupazioni di tanti cittadini che rischiavano di essere penalizzati pur possedendo automobili ancora perfettamente funzionanti. La tutela dell’ambiente e il miglioramento della qualità dell’aria sono obiettivi importanti, ma non possono trasformarsi in una guerra contro chi lavora e contro le famiglie. Occorre inoltre considerare le peculiarità del bacino padano: un territorio tra i più industrializzati e popolosi d’Europa, racchiuso tra Alpi e Appennini. La transizione ecologica deve essere sostenibile anche economicamente, senza scaricarne i costi su chi ha meno possibilità di spesa.

Il rinvio è un risultato importante, ma non deve diventare soltanto una tregua temporanea. Abbiamo guadagnato un altro anno, che dovrà servire per individuare soluzioni strutturali e alternative ai vincoli europei dettati da un’impostazione ideologica.
La Lombardia è il motore economico del Paese e ha bisogno di mobilità, infrastrutture e libertà di movimento. Non possiamo accettare che lavoratori e imprese paghino il prezzo di decisioni calate dall’alto. La sfida ora è trasformare questa vittoria in una soluzione definitiva: difendere l’ambiente senza mettere in ginocchio famiglie, lavoratori e imprese.