Si è svolta oggi, lunedì 12 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano l’Assemblea Generale di Assolombarda, intitolata “Rising Industry” e dedicata alle sfide della competitività e della politica industriale. In sala imprenditori italiani e internazionali, rappresentanze diplomatiche e istituzioni: oltre al presidente di Assolombarda Alvise Biffi sono intervenuti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e monsignor Vincenzo Paglia. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Tra i temi al centro della giornata la crescita e la produttività, l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, la physical AI, l’internazionalizzazione, l’energia e il sostegno finanziario agli investimenti.
La relazione di Biffi: produttività e physical AI
Il presidente di Assolombarda è partito dal dato macroeconomico: la crescita italiana quest’anno supererà l’1%, ma per Biffi non basta.
«Quell’uno virgola di crescita segnala un limite molto concreto alla capacità delle nostre imprese e del Paese di avanzare», ha detto, ricordando che Stati Uniti, Mercosur ed Emirati crescono a ritmi doppi.
La leva indicata è l’intelligenza artificiale: da un’indagine condotta su 700 aziende del territorio insieme al Politecnico di Milano emerge che il 49% delle imprese ha già progetti attivi e un altro 18% prevede di avviarli a breve, contro meno del 20% di fine 2024. L’adozione è al 40% nelle microimprese, al 79% nelle grandi e al 77% nelle startup innovative. Il progetto forgIA, lanciato lo scorso anno, ha coinvolto 20 imprese early adopter e fatto emergere oltre 60 casi d’uso; ora sorgerà a MIND il “forgIA Physical AI Ecosystem”, mentre in Silicon Valley si lavora a “Officina Italia”. La nuova frontiera, ha spiegato Biffi, è la physical AI:
«Servono robotica, mecca tronica, automazione, sensoristica, macchine utensili, componentistica, ingegneria. Serve industria. Serviamo noi. Non dobbiamo inseguire Stati Uniti e Cina cercando di diventare una copia di ciò che sono loro».
Sul fronte delle richieste, in conferenza stampa Biffi ha chiesto di snellire la burocrazia su iperammortamento e Transizione 5.0, senza troppi vincoli, perché le modalità di utilizzo dell’AI cambiano rapidamente. Ha poi parlato anche di casa, presentando un piano, che costerebbe circa 550 milioni di euro e interesserebbe oltre 280mila lavoratori. «Perché senza giovani non c’è industria», ha sottolineato, auspicando anche una “Grande Milano” capace di superare i confini amministrativi.

L’intervento di Meloni: «Uno Stato alleato»
La presidente del Consiglio ha raccolto la sfida lanciata da Biffi di non limitarsi a una lista di richieste e ha riconosciuto nel tema dell’assemblea un cambio di approccio:
«Quella che scegliete di rappresentare non è l’industria che si difende, ma un’industria che rialza la testa».
Un’industria che, ha aggiunto, «ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che la accompagni e la consideri un alleato». Meloni ha letto la crescita 2026 come un segnale da non sminuire, e ha individuato nella struttura fatta di piccole imprese e negli scarsi investimenti in ricerca e capitale umano le cause della debole produttività.
Sull’intelligenza artificiale ha rivendicato la prima legge nazionale in Europa e ha avvertito dei rischi per democrazia, lavoro e disuguaglianze:
«Una governance dell’intelligenza artificiale è urgente, ma è un tema che va affrontato a livello globale», guardando con interesse alle iniziative che nascono da Milano, «che a buon diritto può essere considerata l’hub italiano dell’intelligenza artificiale».
Ampio spazio all’energia: ha ricordato gli oltre 60 miliardi stanziati contro il caro energia, la crescita di quasi il 40% della potenza rinnovabile installata e la legge sul nucleare appena approvata, con l’obiettivo della prima produzione entro il prossimo decennio. Ha attaccato il meccanismo europeo ETS, portando l’esempio dell’acciaieria che chiude in Lombardia mentre l’acciaio viene comprato da Paesi con standard ambientali più bassi, e ha annunciato che porterà al Consiglio europeo di giovedì e venerdì il tema dell’impatto dell’inflazione sui conti pubblici.
Il governo, ha concluso, «ci sarà quando serve» e lascerà lavorare le imprese, perché «a volte il migliore aiuto che lo Stato può dare a chi produce è non mettersi di traverso».
Il manifesto per portare a Milano un pilastro ONU sull’AI
A conclusione dell’assemblea AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza hanno firmato il manifesto “Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale”, con cui si candida il capoluogo lombardo a sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato al tema. A sottoscriverlo sono stati il consigliere delegato di AmCham Italy Simone Crolla, il presidente Biffi e il presidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza Carlo Sangalli.
Dalla firma nasce un Comitato Promotore civico e trasversale, dove ogni firmatario ha lo stesso peso, che lunedì 9 novembre, dalle 15 alle 17, presenterà ufficialmente la candidatura alle istituzioni; il manifesto è aperto a nuove adesioni e ha già raccolto, tra gli altri, i rettori di Politecnico, Statale, Bocconi, Cattolica e IULM. Il pilastro, spiegano i promotori, non avrebbe poteri normativi né sanzionatori ma fornirebbe metodi e misure condivise per valutare i sistemi più avanzati. Crolla ha spiegato il nome del “Progetto Radegonda”, che richiama la centrale elettrica che nel 1883 illuminò la Scala:
«Il pericolo più concreto non è la macchina che si ribella, ma un’umanità che, delega dopo delega, resta formalmente al comando senza saperlo più esercitare. […] Misurare non significa vietare».
Per Biffi «non basta andare più veloci: dobbiamo essere sicuri di andare nella direzione giusta». Sangalli ha definito la candidatura «un obiettivo possibile, ambizioso e lungimirante».
La finestra utile, secondo i promotori, si apre con l’insediamento del nuovo Segretario Generale ONU il 1° gennaio 2027 e arriva fino alla seconda sessione del Global Dialogue on AI Governance, in programma a New York il 3 e 4 maggio 2027.