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Virus West Nile, il Lodigiano tra le aree più colpite della Lombardia: 7 casi confermati e 5 forme gravi

I dati del nuovo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità tracciano il bilancio dell'infezione trasmessa dalle zanzare: nella provincia di Lodi si registrano 5 forme neuro-invasive e 2 casi febbrili. La Lombardia guida la mappa dei contagi nazionali.

Virus West Nile, il Lodigiano tra le aree più colpite della Lombardia: 7 casi confermati e 5 forme gravi

Secondo il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornato al 19 agosto 2026, nella provincia di Lodi si registrano 7 casi confermati di West Nile Virus, di cui ben 5 nella forma neuro-invasiva più grave e 2 febbrili. Il Lodigiano si attesta così tra le aree più colpite della Lombardia, regione guidante l’epidemia nazionale con 84 contagi complessivi.

Virus West Nile, 7 casi nel Lodigiano

Sono sette i casi confermati di infezione da virus West Nile registrati nel Lodigiano dall’inizio della sorveglianza epidemiologica 2026. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 19 agosto 2026, che fotografa la diffusione del virus in Italia e nelle singole province.

Il dato della provincia di Lodi è inserito in un quadro regionale particolarmente significativo. In Lombardia, infatti, sono complessivamente 84 i casi confermati di West Nile nell’uomo. A livello provinciale, dopo Milano con 28 casi, Cremona con 17 e Mantova con 10, si trova proprio Lodi, con 7 casi, davanti a Monza e Brianza (6) e Pavia (6).

Cinque casi neuroinvasivi

Il dato più rilevante per il Lodigiano riguarda la classificazione dei casi. Dei sette contagi confermati, cinque hanno avuto una manifestazione neuroinvasiva, mentre due sono casi di febbre sintomatica.

Le forme neuroinvasive rappresentano le manifestazioni più severe dell’infezione da West Nile e comprendono quadri clinici come encefalite, meningite e altre sindromi neurologiche. Il report dell’ISS, tuttavia, non fornisce per questa edizione informazioni personali sui pazienti, come età e sesso, in attesa del completo ripristino delle informazioni previste dal sistema di sorveglianza.

I dati nazionali

Il quadro nazionale conferma un’ampia circolazione del virus. Al 19 agosto 2026, in Italia sono stati segnalati 312 casi confermati di West Nile nell’uomo, rispetto ai 226 riportati nel bollettino precedente. Di questi, 156 hanno avuto una forma neuroinvasiva, 40 sono stati identificati attraverso lo screening dei donatori di sangue e 115 sono stati classificati come casi di febbre.

Sono inoltre 13 i decessi notificati tra i casi confermati. La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive finora segnalate e confermate è pari al 7,7%, in calo rispetto al 13,9% registrato nel 2025.

La presenza del West Nile è stata dimostrata complessivamente in 60 province appartenenti a 16 Regioni, con la Lombardia tra i territori interessati.

Cos’è il virus West Nile

Il virus West Nile appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda. Nella maggior parte dei casi le persone infette non manifestano alcun sintomo. Il periodo di incubazione varia generalmente tra i 2 e i 14 giorni, ma può estendersi fino a 21 giorni nei soggetti che presentano deficit del sistema immunitario.

Circa il 20 per cento dei contagiati presenta disturbi simil-influenzali di forma lieve, tra cui:

  • Febbre e prolungato mal di testa;
  • Stanchezza diffusa e dolori muscolari;
  • Nausea e vomito;
  • Occasionali eruzioni cutanee o ingrossamento delle ghiandole linfatiche.

Le forme più gravi

Nella quasi totalità dei casi la Febbre del Nilo decorre con manifestazioni lievi e senza complicazioni. Tuttavia, in circa l’1 per cento dei contagi si possono verificare forme neurologiche severe — come encefalite e meningite — che rischiano di risultare fatali, soprattutto tra gli anziani, i soggetti fragili o le persone immunocompromesse.

Le autorità sanitarie rinnovano quiindi l’invito alla popolazione ad adottare le consuete misure di protezione individuale per ridurre il rischio di puntura: uso di repellenti cutanei, installazione di zanzariere ed eliminazione di piccoli ristagni d’acqua nei sottovasi, giardini e balconi, per impedire la proliferazione delle larve di zanzara.