Sulla base dei dati aggiornati a martedì 30 giugno 2026, la provincia di Lodi presenta un quadro caratterizzato da una crescita degli infortuni superiore alla media regionale e da un aumento dei casi mortali rispetto all’anno precedente.
Infortuni sul lavoro: crescita sopra la media
A Lodi sono state registrate 1.327 denunce di infortunio, con un incremento dell’8,5% rispetto al primo semestre del 2025. La crescita del territorio risulta più marcata rispetto alla media lombarda (+6,9%). Insieme a Como (+8,5%), la provincia lodigiana registra il terzo incremento percentuale più alto della regione, preceduta solo da Pavia (+12,4%) e Monza e Brianza (+10,1%).
Denunce con esito mortale: un dato in aumento
Il bilancio delle vittime sul lavoro a Lodi è peggiorato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si sono verificate 3 denunce mortali, a fronte della singola vittima registrata nel primo semestre del 2025. Sebbene i numeri assoluti siano contenuti rispetto a territori come Milano (21) o Brescia (15), il dato evidenzia una dinamica che richiede attenzione, in un contesto regionale dove si consuma mediamente un decesso ogni 2,4 giorni.
Malattie professionali: crescita a doppia cifra
Le denunce di malattie professionali a Lodi seguono la forte accelerazione rilevata in quasi tutta la regione. Sono stati registrati 127 casi, segnando un aumento dell’11,4%. Il parametro lodigiano è in linea con la media regionale (+11,8%), dove la maggior parte delle segnalazioni riguarda patologie muscolo-scheletriche, pari al 58,6% del totale.
Priorità e interventi necessari
La valutazione della UIL Lombardia si estende a tutti i territori con tassi di crescita critici. Tra le priorità indicate dai rappresentanti sindacali rientra la prevenzione nei settori dei trasporti, della logistica e della manifattura, dove a livello regionale si concentrano gran parte degli infortuni e dei decessi. Viene richiesto il rafforzamento dei servizi PSAL delle ATS tramite organici stabili e trasparenza sui risultati della vigilanza, oltre a interventi formativi mirati per i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea, che in regione vedono crescere le denunce del 10,6%.