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Emergenza siccità tra Milano, Lodi e Brianza: canali a secco e raccolti a rischio. L’allarme degli agricoltori

Precipitazioni dimezzate e temperature record prosciugano i bacini lombardi. Confagricoltura lancia l'appello: "Servono invasi e infrastrutture subito, il clima è cambiato"

Emergenza siccità tra Milano, Lodi e Brianza: canali a secco e raccolti a rischio. L’allarme degli agricoltori

Una prolungata ondata di caldo e piogge dimezzate stanno prosciugando le riserve idriche tra Milano, Lodi e Brianza, con i canali principali in secca e i raccolti a rischio. Confagricoltura chiede investimenti urgenti su invasi e reti irrigue per gestire una crisi climatica che è ormai diventata la norma (foto di copertina: immagine di archivio).

Emergenza siccità

L’ondata di caldo che da settimane interessa la Lombardia, unita a precipitazioni ben al di sotto della media stagionale, sta aggravando la crisi idrica nelle campagne di Milano, Lodi e Monza Brianza. Nel pieno della stagione irrigua, quando le colture necessitano della massima disponibilità d’acqua, le riserve si stanno rapidamente esaurendo e numerose aziende agricole sono costrette a fare i conti con turnazioni nell’irrigazione e canali sempre più in sofferenza.

Le ripercussioni riguardano in particolare le coltivazioni di mais da granella e i secondi raccolti, che rischiano di non raggiungere la piena maturazione. Difficoltà anche per gli allevatori, che temono di non riuscire a completare le scorte di fieno necessarie per l’inverno, con il conseguente aumento dei costi legati all’acquisto di foraggio.

Riserve idriche inferiori del 50%

Il quadro emerge dai dati illustrati durante il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, riunitosi il 29 luglio scorso. Al 26 luglio 2026 le riserve idriche della Lombardia risultavano inferiori del 50,8% rispetto alla media, un valore che si avvicina a quello registrato nel 2022, anno ricordato per la grave emergenza siccità, quando il deficit raggiunse il 63%.

Anche le precipitazioni confermano una situazione critica. Nel mese di luglio sono caduti appena 53,5 millimetri di pioggia contro una media storica di 97 millimetri, con un calo di circa il 45%. Le previsioni di ARPA Lombardia indicano inoltre temperature superiori alla norma e precipitazioni inferiori alla media anche nelle prossime settimane, rendendo sempre più limitata la disponibilità d’acqua nei principali bacini regionali.

Le aree più colpite

Particolarmente delicata è la situazione del bacino del Ticino. Il Lago Maggiore, principale serbatoio naturale della zona, si trova vicino ai minimi storici: al 28 luglio 2026 il livello era di circa 39 centimetri sotto lo zero idrometrico, mentre gli afflussi si erano ridotti a circa un quarto della media del periodo.

Da questo bacino dipende il canale Villoresi, fondamentale per l’irrigazione delle campagne a ovest di Milano, che in questi giorni si presenta in asciutta, rendendo ancora più difficile garantire l’acqua necessaria alle coltivazioni.

Proprio lungo il Villoresi la TGR ha raccolto le testimonianze degli agricoltori di Confagricoltura, raccontando attraverso le loro esperienze le difficoltà che stanno interessando numerose aziende agricole del territorio.

Confagricoltura: servono interventi strutturali

Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza chiede che proseguano le misure condivise durante il Tavolo regionale, a partire dai rilasci idroelettrici e dal coordinamento con Piemonte e Svizzera per la gestione delle acque del Ticino, con l’obiettivo di salvaguardare le produzioni agricole ancora in corso.

Il presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, Francesco Pacchiarini, osserva:

“Non è più un’eccezione: dopo il 2003 e il 2022, gli anni della grande siccità, ci troviamo per la terza volta in poco più di vent’anni davanti alla stessa scena. Il clima è cambiato e i periodi lunghi di caldo con poche piogge sono ormai la regola, non l’imprevisto: dobbiamo smettere di affrontarli come fatti straordinari e cominciare a programmare come se fossero la normalità.

La Lombardia è una regione ricca d’acqua — i grandi laghi, le nevi delle Alpi — eppure in pianura non abbiamo la capacità di trattenerla e restituirla quando serve: appena mancano neve e pioggia restiamo senza riserve. La strada è nota e in parte già tracciata: nuovi invasi e piccoli laghetti di accumulo, reti irrigue ammodernate per ridurre le perdite, il riuso delle acque reflue depurate. Sono investimenti da decidere e finanziare adesso, non alla prossima estate.

E va difeso il valore del nostro reticolo storico di canali, a partire dal Villoresi: l’acqua che scorre nei campi non è acqua sprecata, perché ricarica le falde da cui tutti attingiamo e tiene in vita il paesaggio e la biodiversità del territorio. Quando i canali vanno in asciutta a farne le spese non sono solo i raccolti, ma anche l’ambiente: penso al riso, che vent’anni fa abbiamo riportato su queste terre e che oggi rischiamo di non riuscire a coltivare fino in fondo”.

Una crisi che guarda al futuro

La situazione conferma come la gestione della risorsa idrica sia diventata una delle principali sfide per l’agricoltura lombarda. Gli operatori del settore chiedono interventi strutturali per aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e rendere più efficiente la rete irrigua, così da affrontare estati sempre più calde e caratterizzate da lunghi periodi senza precipitazioni. Per le aziende agricole di Milano, Lodi e Monza Brianza, la disponibilità d’acqua rappresenta ormai un elemento decisivo per garantire la continuità delle produzioni e la sostenibilità del comparto.