Aggressione

Rapina alla stazione di Lodi: due minorenni arrestati e trasferiti al “Beccaria”

Aggredito un 20enne con testata e pugni per rubargli telefono e portafoglio: misure cautelari in carcere dopo le indagini della Polizia di Stato

Rapina alla stazione di Lodi: due minorenni arrestati e trasferiti al “Beccaria”

Il 21 luglio 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due minorenni, ritenuti responsabili di una rapina aggravata compiuta nello scorso mese di aprile nei pressi della stazione ferroviaria di Lodi.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Milano, su richiesta della Procura minorile, a conclusione delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura lodigiana.

La dinamica dell’aggressione

Secondo la ricostruzione investigativa, i due adolescenti hanno avvicinato un ventenne con il pretesto di chiedere una sigaretta. Di fronte al rifiuto della vittima, i giovani hanno reagito strattonandola e immobilizzandola.

Uno di loro ha sferrato una testata al volto e un pugno al naso, provocando la caduta a terra del malcapitato, mentre il complice si è impossessato del telefono cellulare e del portafoglio, tentando inoltre di colpire la persona offesa con un calcio. Il giovane aggredito è riuscito a fuggire rifugiandosi in un esercizio commerciale per chiamare il numero unico di emergenza 112.

L’intervento delle forze dell’ordine e i soccorsi

Una volante della Questura di Lodi è intervenuta tempestivamente sul posto, rintracciando i presunti autori. Durante le fasi di controllo, i soggetti hanno opposto resistenza attiva colpendo gli agenti con calci e pugni e proferendo minacce, motivo per cui sono scattate ulteriori denunce per resistenza a pubblico ufficiale. Il ventenne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove i sanitari hanno diagnosticato la frattura delle ossa nasali con una prognosi di trentuno giorni.

I provvedimenti cautelari

Il giudice ha motivato la misura restrittiva evidenziando la gravità dei comportamenti contestati, il concreto pericolo di reiterazione dei reati e i precedenti a carico dei subappaltatori del crimine. Rintracciati presso le rispettive abitazioni nella provincia di Lodi, i due minorenni sono stati condotti in Questura per le procedure di rito e successivamente trasferiti all’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.