Il sistema produttivo lodigiano apre il 2026 con due segnali fortemente negativi: diminuiscono sia le esportazioni sia il credito concesso alle imprese.
Nel primo trimestre dell’anno le vendite all’estero della provincia di Lodi sono calate del 21,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta della contrazione più marcata tra tutte le province lombarde, davanti a Sondrio, Pavia e Bergamo. Il dato emerge dall’analisi presentata durante il Consiglio regionale di CNA Lombardia, svoltosi a Mantova.
Il risultato lodigiano si distingue nettamente dal quadro regionale. Tra gennaio e marzo 2026 l’export lombardo ha raggiunto i 40,9 miliardi di euro, rimanendo sostanzialmente stabile su base annua, anche se in calo rispetto alla parte finale del 2025.
Il peso dell’elettronica sugli scambi
La forte flessione deve essere letta anche alla luce della particolare struttura dell’export provinciale, fortemente concentrato in pochi comparti e mercati.
Nei primi nove mesi del 2025, l’elettronica rappresentava da sola oltre la metà delle esportazioni lodigiane, con circa 2,5 miliardi di euro di merci vendute all’estero. Seguivano la chimica e l’alimentare. Nello stesso periodo oltre il 90% delle esportazioni provinciali era diretto verso Paesi europei.
Una concentrazione che rende il territorio particolarmente esposto alle oscillazioni della domanda internazionale e all’andamento dei principali clienti europei. Già tra gennaio e settembre 2025 l’export lodigiano aveva registrato una riduzione dell’1,9%, dovuta soprattutto alla flessione dell’elettronica.
Il peggioramento rilevato nel primo trimestre del 2026 segnala quindi un’accelerazione delle difficoltà, in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali, debolezza della domanda industriale europea e incertezza geopolitica.
Prestiti alle aziende giù del 9,4%
Ancora più preoccupante è il dato relativo al credito alle imprese. Rispetto al primo trimestre del 2025, i finanziamenti netti destinati alle aziende della provincia di Lodi sono diminuiti del 9,4%, la contrazione più elevata della Lombardia.
A livello regionale, lo stock dei prestiti alle imprese è invece cresciuto dell’1,3%, raggiungendo i 195,2 miliardi di euro. La crescita, tuttavia, si concentra soprattutto nella provincia di Milano e tra le aziende medio-grandi.
Le piccole imprese lombarde hanno registrato una riduzione del credito del 4% e ricevono soltanto il 9% dei prestiti complessivamente concessi al sistema produttivo.
Nel Lodigiano il calo dei finanziamenti si accompagna inoltre a una riduzione del 2,5% del numero delle imprese attive rilevata a marzo 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
CNA: “Servono strumenti per permettere alle PMI di investire”
Secondo il presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini, le piccole imprese stanno dimostrando una notevole capacità di resistenza, ma devono affrontare costi crescenti, difficoltà finanziarie e un carico burocratico ancora elevato.
“Oggi la competitività si gioca su innovazione, competenze, digitalizzazione, qualità del capitale umano e capacità di investire”, ha sottolineato Bozzini.
Per CNA è necessario rafforzare gli strumenti di accesso al credito, ridurre gli adempimenti burocratici e sostenere gli investimenti nella transizione digitale, energetica e tecnologica.
Richieste che assumono un peso particolare a Lodi, dove il forte calo dell’export e dei finanziamenti rischia di rallentare ulteriormente la capacità delle aziende di innovare, diversificare i mercati e recuperare competitività.