Dal primo luglio 2026, presso l’Ospedale di Codogno, inizierà l’attività del nuovo Ambulatorio di Epatologia, struttura che afferisce alla Medicina Interna dell’Ospedale Maggiore di Lodi, diretta da Guja Minoja.
Diagnosi e terapia delle epatopatie
Il presidio assorbirà gran parte delle prestazioni epatologiche precedentemente erogate dal reparto di Malattie Infettive.
“Si è reso necessario questo passo – afferma Guja Minoja – per cercare di far fronte all’aumentata richiesta di prestazioni epatologiche e per allargare l’offerta anche ai pazienti del Basso Lodigiano”.
L’ambulatorio, che non era presente presso la struttura di viale Marconi da diversi anni, sarà un’articolazione della sede lodigiana coordinata dalla specialista Alessandra Brocchieri e si occuperà di prime visite, follow up, visite di controllo e presa in carico dei pazienti affetti da malattie del fegato.
Il nuovo centro si dedicherà alla diagnosi e al trattamento di diverse tipologie di epatopatie, tra cui quelle autoimmuni, alcol correlate, metaboliche e tossiche. In merito a queste ultime, la dottoressa Alessandra Brocchieri precisa:
“L’ambulatorio non ha un unico indirizzo. Gli operatori sanitari saranno impegnati nella diagnosi e terapia di diverse epatopatie, fra l’altro anche quelle alcol correlate e tossiche, autoimmuni e metaboliche. Queste ultime – aggiunge la specialista – sono, tra quelle trattate, le prevalenti. Sono diventate, ormai, secondo diversi report scientifici, una sorta epidemia silenziosa che pone i pazienti a rischio di evoluzione in danno epatico grave, sino alla cirrosi e all’epatocarcinoma”.
Sul piano epidemiologico, la stessa specialista ricorda che “Tra le epatopatie – ricorda Brocchieri – le forme autoimmuni colpiscono maggiormente le donne, quelle metaboliche più gli uomini”.
Tecnologie avanzate e Liver Unit
Per il potenziamento delle attività diagnostiche, l’ASST ha investito 100mila euro nell’acquisto di un sistema di elastografia epatica Fibroscan, tecnologia in grado di misurare rigidità (fibrosi) e quantità di grasso (steatosi) del fegato. Parallelamente, per la gestione delle patologie più complesse, resta centrale il ruolo della Liver Unit di Lodi, attiva da aprile 2024, che definisce i percorsi diagnostico-terapeutici, valutando anche l’eventuale candidabilità al trapianto di fegato. A tal proposito, la dottoressa Alessandra Brocchieri sottolinea:
“La prima domanda che ci poniamo – aggiunge la specialista – quando accertiamo un tumore è: il paziente può essere candidabile ad un percorso trapiantologico? Ci sono terapie che possono aiutare il paziente a rientrare nei criteri previsti per la trapiantabilità?”.
Incremento delle prestazioni e obiettivi di cura
Nel corso del 2024, l’attività ambulatoriale presso il Maggiore di Lodi ha registrato 650 prime visite e circa 1.800 controlli, con un incremento di 30 visite settimanali. L’Ospedale di Lodi diagnostica annualmente circa sessanta tumori primari del fegato, patologia che in Italia conta circa 12mila nuovi casi ogni anno, pari al 3% delle diagnosi oncologiche nazionali. Il nuovo servizio di Codogno punta ora a estendere questi elevati standard di cura e presa in carico anche ai pazienti del basso lodigiano.