Patrimonio diffuso sul territorio

I depositi museali si svuotano per i Municipi lombardi: parte il piano di valorizzazione

Palazzi comunali e biblioteche ospiteranno i beni culturali finora esclusi dai percorsi espositivi tradizionali

I depositi museali si svuotano per i Municipi lombardi: parte il piano di valorizzazione

I beni culturali conservati nei depositi dei musei troveranno una nuova collocazione nei Municipi, nelle biblioteche e negli spazi pubblici dei Comuni lombardi. Questo costituisce il fulcro del progetto sperimentale “L’Arte in Comune”, promosso da Regione Lombardia, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e ANCI Lombardia.

L’iniziativa è stata presentata giovedì 4 giugno 2026 a Palazzo Litta, a Milano, dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. Il piano operativo discende direttamente dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel mese di ottobre dello scorso anno dai tre enti promotori e punta a proporsi come un modello replicabile su scala nazionale. Il programma si estenderà anche alle amministrazioni della provincia di Lodi, coinvolgendo musei, reti bibliotecarie e istituzioni culturali locali per avvicinare la cittadinanza alla produzione artistica.

La governance scientifica e la fase operativa

L’accordo prevede il posizionamento di manufatti e reperti all’interno di strutture pubbliche comunali per incrementare la fruizione dei beni culturali. Per garantire la correttezza delle procedure, l’intesa ha istituito una struttura di governance scientifica divisa su due livelli: una cabina di regia composta dai delegati dei soggetti firmatari e un comitato scientifico formato da specialisti del settore con compiti di supporto e valutazione dei progetti territoriali.

Dal punto di vista pratico, Anci Lombardia si occuperà di raccogliere le candidature delle singole amministrazioni interessate. A questa fase seguiranno l’ispezione delle sedi espositive, la selezione mirata dei pezzi d’arte e la successiva stipula degli accordi con i musei coinvolti. Il percorso includerà anche le scuole e i sistemi museali in attività didattiche, mentre un bando per la creazione del logo dell’iniziativa sarà riservato a studenti e creativi under 35.

Le dichiarazioni integrali dei promotori

I rappresentanti delle istituzioni coinvolte hanno esposto le finalità del protocollo attraverso interventi ufficiali. L’assessore regionale Francesca Caruso ha illustrato lo scopo della misura:

“Con questo progetto vogliamo restituire alle opere custodite nei depositi museali la loro funzione pubblica. Portarle nei Municipi, nelle biblioteche e negli spazi pubblici permette di dare nuova visibilità a un patrimonio straordinario che spesso resta lontano dagli occhi dei cittadini non per mancanza di valore, ma per limiti espositivi.

L’obiettivo è fare della Lombardia una vera e propria casa della cultura: aperta, accessibile e diffusa. Siamo la prima regione a sperimentare in modo strutturato questo modello di collaborazione tra musei e Comuni. Per i Municipi della provincia di Lodi si apre l’opportunità di partecipare a un progetto innovativo che porta l’arte nei luoghi della vita quotidiana e contribuisce a creare una rete capillare di tanti nuovi presìdi culturali diffusi sul territorio. E’ un percorso che potrà esprimere appieno il proprio potenziale grazie al coinvolgimento delle istituzioni culturali, chiamate a contribuire alla costruzione di una cultura sempre più vicina alle persone”.

Il direttore Rosario Maria Anzalone ha evidenziato l’apporto del Ministero della Cultura:

“La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia è firmataria per il Ministero della Cultura. Questa iniziativa permetterà di riallacciare il legame con il territorio, innescando vivaci significati tra arte e luoghi. Ci auguriamo di vedere manufatti e reperti poco noti di musei e fondazioni”.

Infine, il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra, si è concentrato sul ruolo delle realtà locali:

“I Comuni rappresentano il primo punto di contatto tra istituzioni e cittadini e possono svolgere un ruolo decisivo nel rendere l´arte parte integrante della vita quotidiana delle comunità”.