Un truffatore di 37 anni è stato arrestato a Milano Rogoredo dalla Squadra Mobile di Lodi dopo aver derubato due anziani di oro e contanti fingendosi Carabiniere. I malviventi avevano allontanato la figlia delle vittime isolando la coppia grazie alla tecnica telefonica dello spoofing.
Finto carabiniere raggira due anziani
Aveva già in tasca il biglietto per sparire nel nulla e addosso un abbigliamento completamente diverso per confondere gli investigatori. Ma a tradire un truffatore italiano di 37 anni, bloccato dalla Squadra Mobile alla stazione di Milano Rogoredo, è stato quel sacchetto di raso custodito nella giacca: dentro c’era l’oro di una vita strappato poco prima, con un inganno spietato, a una coppia di anziani ultraottantenni residenti a Lodi. Le fedi nuziali, i ricordi di famiglia e 900 euro in contanti fortunatamente erano ancora lì, pronti per essere restituiti alle vittime di un incubo durato poche ore.
La trappola
La spietata messinscena orchestrata dal malvivente, un uomo già ampiamente noto alle forze dell’ordine per specifici precedenti penali, è scattata intorno alle 13:30 di giovedì 4 giugno 2026. Tutto è iniziato con una telefonata drammatica sul numero fisso dell’abitazione della coppia: una voce autorevole annunciava che l’automobile dell’anziano era stata appena utilizzata per una sanguinosa rapina a Milano e che i suoi documenti erano stati clonati. Per ripulire il proprio nome, spiegava il finto operatore, i coniugi avrebbero dovuto raccogliere tutto l’oro e i contanti presenti in casa, in attesa di un “maresciallo dei Carabinieri” incaricato di ritirarli per una finta perizia comparativa.
Allontanata la figlia
Per blindare il piano e neutralizzare ogni possibile interferenza, i truffatori hanno messo in atto una sofisticata tecnica di manipolazione tecnologica, nota nel gergo informatico come “spoofing”. Avendo appreso che nell’abitazione si trovava anche la figlia della coppia, i complici del 37enne l’hanno contattata direttamente sul telefono cellulare.
Grazie alla manipolazione dell’ID chiamante, sul display della donna è apparsa la dicitura contraffatta “Comando Carabinieri”. Con tono perentorio, i sedicenti militari l’hanno invitata a presentarsi con urgenza presso la caserma di Lodi per adempimenti burocratici legati all’indagine sul padre. Un viaggio a vuoto orchestrato al solo fine di liberare il campo e lasciare i due anziani da soli e vulnerabili.
Il blitz in casa
Non appena la figlia ha varcato la soglia di casa diretta in caserma, il finto Carabiniere si è presentato alla porta degli ottantenni. Esibendo una falsa autorità, si è fatto consegnare ogni oggetto prezioso, arrivando a sfilare i simboli di un intero matrimonio, per un peso complessivo di oltre 160 grammi di oro, oltre ai contanti.
Solo più tardi, al rientro della figlia e dopo un rapido riscontro con i veri uffici dell’Arma, la famiglia ha compreso la drammatica realtà: non c’era nessuna indagine, erano stati truffati da un impostore. Immediata è scattata la segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 NUE, che ha attivato i protocolli della Questura.
La cattura a Rogoredo
Il piano di fuga del 37enne era studiato nei minimi dettagli, ma non aveva fatto i conti con il monitoraggio capillare del territorio da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Lodi. Gli agenti, che si erano messi alla sua ricerca, lo hanno intercettato sulla banchina della stazione di Milano Rogoredo proprio mentre era in procinto di salire su un treno.
Nel tentativo disperato di mimetizzarsi tra i pendolari e sfuggire ai controlli della Polizia, il 37enne si era completamente cambiato d’abito durante il tragitto da Lodi a Milano. Un espediente inutile: i poliziotti lo hanno riconosciuto, bloccato e sottoposto a perquisizione personale. Nelle sue tasche è spuntato il sacchetto di raso contenente l’esatta refurtiva descritta dalle vittime.
In carcere
Presso il Tribunale di Milano, si è svolta l’udienza di convalida con rito direttissimo. Il Giudice, valutata la gravità dei fatti e i precedenti specifici dell’indagato, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Il 37enne è stato immediatamente trasferito in cella.
Si precisa, in conformità con le disposizioni vigenti, che il presente procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti del soggetto arrestato vige il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza sino all’emissione di una sentenza di condanna definitiva.