Si è chiusa con un bilancio di oltre 2.500 visitatori l’esposizione intitolata “I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento”. L’evento culturale si è svolto dal 5 marzo al 17 maggio 2026 all’interno del Polo Culturale Maria Cosway, situato in via Paolo Gorini 10 a Lodi.
I dati dell’affluenza e la rete dei sostenitori
L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Maria Cosway in stretta collaborazione con la Fondazione Stefano e Angela Danelli Onlus e con il Comune di Lodi.
La realizzazione del progetto è stata supportata dai contributi economici della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi e della Fondazione Banca Popolare di Lodi, insieme al sostegno del Rotary Club di Lodi, alla cooperazione del Fai sezione di Lodi, della Pro Loco, della Società Storica Lodigiana e ai patrocini concessi dal Ministero della disabilità, dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Lodi.
Il percorso artistico e il comitato di esperti
L’esposizione si è focalizzata sulle vicende storiche, artistiche e imprenditoriali della famiglia Loretz. I componenti di questo nucleo familiare, partendo dalle radici tradizionali della ceramica, hanno introdotto canoni estetici d’avanguardia per l’epoca, esportando le proprie opere sia sul territorio nazionale sia all’estero. La gestione scientifica e organizzativa della mostra è stata curata da un comitato composto dal direttore Luca Marcarini, dalla coordinatrice Marina Arensi, dal curatore Enrico Venturelli, affiancati dagli esperti Mario Marubbi e Sergio Nepoti.
Il consolidamento del polo espositivo cittadino
Il completamento di questa rassegna inserisce lo spazio di via Gorini all’interno dell’offerta culturale della regione, come sottolineato dal presidente della Fondazione Cosway e direttore della Fondazione Danelli, Francesco Chiodaroli:
“Come presidente della Fondazione Cosway siamo soddisfatti di essere riusciti a realizzare quello che quattro anni fa sembrava un sogno faticoso: creare il Polo espositivo Maria Cosway con impianti tecnologici atti a garantire la possibilità di mostre con opere di particolare pregio – dichiara Francesco Chiodaroli, presidente della Fondazione Cosway e direttore della Fondazione Danelli – . Avevamo ipotizzato un percorso con un trittico di mostre (Bergognone, Donne di Casa Manzoni e ceramica lodigiana) e lo abbiamo completato, accreditando questo spazio come un Polo culturale per la città e il territorio. Siamo stati all’altezza delle attese di coloro che ci hanno dato fiducia e qualcuno già ci chiede quale sarà la prossima mostra. Vediamo questo progetto quasi come un Rinascimento delle capacità di questa Fondazione di rendere pubblico il patrimonio e lo spirito di Maria Cosway”.
Anche l’assessore alla cultura del Comune di Lodi, Francesco Milanesi, ha rimarcato l’importanza della sinergia tra enti locali e fondazioni:
“Questa mostra è la felice conferma della bontà del percorso culturale e di comunità intrapreso da Fondazione Maria Cosway, Fondazione Comunitaria di Lodi e Comune. Lodi è così tornata a proporre mostre di livello e ad affermarsi nel panorama regionale – ribadisce l’assessore alla cultura del Comune di Lodi, Francesco Milanesi – . Questa partnership ha saputo valorizzare anche nuovi e vecchi luoghi della cultura cittadina. Sulle rive dell’Adda c’è una città che cresce e sa farsi scoprire e stupire”.
Una pagina di storia locale riscoperta
Il direttore della mostra, nonché vicepresidente della Fondazione Cosway, Luca Marcarini, ha analizzato l’impatto scientifico e sociale riscontrato sul territorio lombardo:
“Esprimo soddisfazione per i numeri di questa mostra, che rappresentano un’ottima risposta da parte del territorio e del pubblico, soprattutto pensando alla specificità della mostra, più di nicchia rispetto alle altre che avevano un impianto molto divulgativo – commenta il direttore della mostra Luca Marcarini, che è anche vicepresidente della Fondazione Cosway – . La nostra soddisfazione passa anche attraverso il fatto di aver potuto realizzare una mostra che ha permesso di ottenere la conoscenza di una pagina della ceramica lodigiana che sino ad oggi era sconosciuta ai più. E poi è stata una mostra corale, territoriale, partecipata da una serie di interlocutori, come il Fai e la Pro Loco, il che conferma come questo tipo di realizzazioni siano non solo occasioni espositive, ma anche un momento per confermare la capacità di lavorare insieme intorno ad un progetto da parte di una serie di realtà ed enti”.
Progetti di inclusione sociale e formazione professionale
L’evento ha offerto occasioni di inserimento e crescita per i frequentatori dei servizi assistenziali del territorio. Francesco Chiodaroli, nella sua veste di direttore della Fondazione Angela e Stefano Danelli, ha evidenziato il valore formativo dell’esperienza:
“La mostra ha favorito la crescita dei ragazzi del nostro centro, che hanno dato vita al percorso da Ciceroni, ma anche realizzato libretti e cartelli per rendere accessibile la mostra ai loro compagni e hanno avuto l’occasione di portare questa loro esperienza in diversi contesti e diversi convegni, persino a Roma”.
L’apertura della rassegna ha coinciso inoltre con la fase conclusiva del progetto “Terzo Senso”, finanziato da Fondazione Cariplo, che ha permesso il ripristino del ristorante didattico situato all’interno della Fondazione Cosway. In tali locali verranno avviati, sotto la gestione della Fondazione Clerici, specifici corsi di formazione professionale rivolti anche a giovani con neurodivergenze.