La mattina di mercoledì 3 giugno 2026, le intense precipitazioni abbattutesi sul territorio hanno causato il completo allagamento del sottopasso della stazione ferroviaria di Lodi.
Il tunnel allagato
La pavimentazione del tunnel è stata interamente coperta da ampie pozzanghere che hanno lambito i punti di accesso ai binari e agli impianti di sollevamento, questi ultimi non funzionanti da diverso tempo. La situazione ha reso il transito pericoloso e scivoloso per i passeggeri, determinando l’impraticabilità assoluta dello snodo per le persone con disabilità o mobilità ridotta.
L’episodio ha sollevato l’indignazione del Comitato Pendolari sud Milano e Lodigiano, che ha denunciato la cronicità di un problema strutturale che penalizza quotidianamente migliaia di lavoratori e studenti.
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Cantiere oltre i limiti
Le criticità si inseriscono nel contesto dei lavori di riqualificazione dello scalo lodigiano, un cantiere che secondo quanto riportato risulta in ritardo rispetto ai tempi stabiliti di ormai 12 mesi. I rappresentanti dei viaggiatori hanno sollevato forti perplessità sulla gestione degli investimenti, evidenziando come i prolungati interventi non abbiano ancora risolto il sistema strutturale di drenaggio delle acque piovane.
La denuncia del Comitato
Il gruppo di rappresentanza dei passeggeri – Comitato Viaggiatori e Pendolari del sud-Milano e Lodigiano – ha espresso la propria ferma contrarietà attraverso una nota ufficiale. I portavoce hanno rilasciato la seguente dichiarazione integrale:
“Siamo stanchi di subire passivamente i disagi di una gestione fallimentare. Ogni volta che piove assistiamo allo stesso scaricabarile. Ad oggi non c’è un responsabile, non c’è una spiegazione ufficiale da parte di RFI o delle ditte appaltatrici, ma soprattutto non c’è una soluzione definitiva. I pendolari pagano regolarmente biglietti e abbonamenti per servizi che definire ‘da terzo mondo’ è ormai un eufemismo”.