Annegamento nel Piacentino

Tragedia a Marsaglia: fa il bagno nel fiume e perde la vita sul fondale

Un residente di Casalpusterlengo viene trascinato dalla corrente e rimane incastrato sotto una roccia nel Trebbia

Tragedia a Marsaglia: fa il bagno nel fiume e perde la vita sul fondale

Una giornata festiva dedicata al riposo e alla ricerca di refrigerio si è trasformata in un evento drammatico nel primo pomeriggio di domenica 24 maggio 2026. Un quarantenne di nazionalità marocchina, abitante a Casalpusterlengo, nella provincia di Lodi, ha perso la vita dopo essersi immerso nelle acque del fiume Trebbia a Marsaglia, in provincia di Piacenza.

Il bagnante aveva raggiunto la nota località naturalistica piacentina insieme ad alcuni conoscenti per trascorrere qualche ora all’aria aperta e sfuggire alle temperature elevate della giornata. Intorno alle ore 14:00, si è tuffato nei pressi di una spiaggetta per rinfrescarsi, ma non è più riuscito a risalire in superficie, scomparendo rapidamente alla vista dei presenti.

Le operazioni di ricerca e il recupero della salma

I compagni che si trovavano a riva hanno lanciato immediatamente l’allarme, attivando la macchina dei soccorsi urgenti. La centrale operativa ha inviato sul posto i sanitari del 118 con un’ambulanza e ha richiesto il decollo dell’elisoccorso proveniente da Parma. Contemporaneamente sono giunte le squadre dei Vigili del Fuoco delle sedi di Bobbio e Piacenza, affiancate dagli operatori specializzati del Soccorso Alpino.

Le attività di perlustrazione e scandaglio del letto del corso d’acqua sono proseguite per ore. Il ritrovamento della vittima è avvenuto quando i sommozzatori hanno individuato il corpo ormai privo di vita sul fondale del Trebbia: il bagnante era rimasto bloccato sotto una roccia a causa della forza della corrente subacquea.

Le indagini dell’autorità giudiziaria sulla dinamica

I pompieri hanno provveduto a recuperare la salma del cittadino lodigiano poco distante dal punto dell’immersione iniziale, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I Carabinieri della stazione di Ottone hanno avviato gli accertamenti e i rilievi di legge per ricostruire l’esatta dinamica del tragico sinistro.

Tra le ipotesi al vaglio dei militari, oltre alle insidie specifiche e ai gorghi del fondale fluviale, non si esclude l’eventualità di un malore improvviso causato dallo shock termico al momento dell’impatto con l’acqua fredda.