Nel 2025 l’ASST di Lodi ha autorizzato 20 studi clinici, per la maggior parte multicentrici. Il dato mostra un incremento rispetto al periodo precedente al 2020, quando si registravano circa 5 autorizzazioni all’anno. Nel 2026 i progetti presentati dai professionisti sanitari dell’azienda sono già 15, una cifra significativa per una struttura priva di cliniche universitarie.
Gli ambiti della ricerca e la prevenzione infettiva
L’attività scientifica coinvolge molteplici specialità e ruoli professionali dell’azienda, con l’obiettivo di sviluppare l’innovazione tecnologica e i percorsi di cura nel territorio lodigiano.
“Gli studi – spiega Greta Ghizzardi, responsabile e referente del servizio che supporta l’attività dei ricercatori dell’Azienda Socio Sanitaria guidata da Guido Grignaffini – riguardano diversi ambiti clinico-assistenziali e confermano l’attività progettuale significativa dell’ASST. In particolare, sono presenti progetti nell’area della prevenzione, vaccinazioni e sorveglianza delle malattie infettive, con studi dedicati al viaggiatore internazionale, alla sorveglianza delle reazioni avverse dopo la vaccinazione anti-Chikungunya (una malattia virale trasmessa dalle zanzare infette) e alla sintomatologia depressiva e ansiosa nel post-partum”.
Innovazione assistenziale e telenursing
Un secondo filone di indagine riguarda la gestione organizzativa. Tra i progetti spicca lo studio nazionale sul telenursing, gestito dalla DAPSS (Direzione aziendale delle professioni sanitarie e sociosanitarie), volto a rilevare i dati sull’assistenza a distanza fornita dal personale infermieristico.
Intelligenza artificiale e specialità cliniche coinvolte
“Sono inoltre presenti – aggiunge la specialista che è anche tutor presso il corso di laurea in Infermieristica, a Lodi, dell’Università di Milano e titolare del dottorato di ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma – studi in ambito riabilitativo-respiratorio, emergenza-urgenza, diabetologico, chirurgico, radiologico-interventistico, anestesiologico e neurologico-riabilitativo, con progetti dedicati rispettivamente alla BPCO (la broncopneumopatia cronica ostruttiva), al dolore toracico e triage in Pronto Soccorso, allo screening della retinopatia diabetica tramite intelligenza artificiale, alla chirurgia laparo-endoscopica, alla valutazione dell’ablazione epatica, alla sicurezza dell’anestesia locoregionale e all’aderenza alla riabilitazione in telemedicina nei pazienti con sclerosi multipla”.
La partecipazione dei dipartimenti conferma, come specificato dalla responsabile, “l’impegno dell’ASST nella promozione della cultura e dell’indagine clinica e assistenziale, dell’innovazione tecnologica e organizzativa e del miglioramento dei percorsi di cura”.