Analisi salute mentale

Emergenza psichiatrica nel Lodigiano: balzo del 50% per le consulenze in Pronto Soccorso

Il report dell'Asst evidenzia una crescita marcata degli accessi a Codogno e Lodi insieme all'aumento dei nuovi pazienti presi in carico dai servizi territoriali

Emergenza psichiatrica nel Lodigiano: balzo del 50% per le consulenze in Pronto Soccorso

A seguito della pubblicazione del Rapporto nazionale del Ministero della Salute, oggi, venerdì 8 maggio 2026, l’Asst di Lodi ha diffuso i dati relativi allo stato della salute mentale sul territorio provinciale.  L’analisi, curata da Giancarlo Cerveri, primario di Psichiatria e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze (Dsm), scatta una fotografia sull’andamento dei servizi negli ultimi sette anni, evidenziando una pressione crescente sulle strutture ospedaliere e territoriali.

Ricoveri e attività dei centri psico-sociali

Il dato più rilevante riguarda le consulenze psichiatriche effettuate nei reparti di emergenza-urgenza.

“Dal 2019 al 2025 – spiega Cerveri – le prestazioni passano da 1.072 a 1.611, con un incremento complessivo del 50%”.

Nello specifico, il presidio di Codogno ha registrato l’aumento più significativo (+55%) con 1.349 interventi nel 2025, mentre a Lodi la crescita si è attestata al 30% per un totale di 262 prestazioni nell’ultimo anno.

Per quanto riguarda l’Unità operativa di Psichiatria (Spdc) situata a Codogno, i pazienti ricoverati sono passati dalle 400 unità del 2019 alle 460 del 2025, segnando un incremento del 15%.

“I ricoveri in SPDC, la struttura di degenza di Codogno – aggiunge lo psichiatra – crescono di
meno rispetto agli accessi al Pronto Soccorso. Sempre nel periodo compreso fra il 2019 e il 2025
si registra un + 15% di ricoveri, passando dai 400 di sette anni fa ai 460 dello scorso anno”.

In parallelo, si è verificata una contrazione della degenza media, scesa da 14 a 10 giorni (-29%). Parallelamente, l’attività dei tre Centri Psico Sociali (Cps) di Lodi, Sant’Angelo e Casalpusterlengo ha visto salire il numero di prestazioni erogate dalle 23.688 del 2019 alle 30.566 del 2025 (+29%).

Un indicatore critico è rappresentato dai soggetti al primo contatto, ovvero persone mai assistite in precedenza dai servizi specialistici.

“I pazienti, invece, al primo contatto, cioè mai visti prima dai servizi – precisa il Direttore del DSM – passano dai 650 nel ‘19 ai 928 dello scorso anno, segnando un + 43%”.

Solo tra il 2024 e il 2025, questo target è cresciuto del 27%.

Epidemiologia e profili degli assistiti

Nonostante l’incremento delle prese in carico, il divario tra chi riceve cure e chi ne avrebbe potenzialmente bisogno resta ampio. Su una popolazione di circa 231.500 residenti, i Cps assistono l’1,4% degli abitanti, a fronte di una stima epidemiologica che indica condizioni clinicamente rilevanti per il 15% della popolazione.

“Il fatto è che su un bacino di utenza di 231.500 persone che vivono in provincia di Lodi – ricorda il
dottor Cerveri – noi vediamo nei CPS poco otre l’1,4%, Ma noi sappiamo che da un punto di vista
epidemiologico generale, l’aspetto patologico ovvero le condizioni clinicamente rilevanti
interessano il 15% della popolazione”.

Le patologie riscontrate con maggiore frequenza includono schizofrenia, depressione grave, disturbi bipolari e della personalità, oltre a disturbi d’ansia, della condotta alimentare e quadri di neurodivergenza come ADHD e spettro autistico.

Sotto il profilo demografico, l’utenza femminile rappresenta il 60% dei casi totali, sebbene la componente maschile risulti prevalente nei ricoveri in SPDC, spesso in associazione a disturbi del comportamento e abuso di sostanze. L’età media di chi accede ai servizi si attesta intorno ai 40 anni. Attualmente, l’offerta del Dipartimento comprende 15 posti letto per acuti a Codogno, 16 posti di riabilitazione residenziale, oltre ai centri psico-sociali e diurni distribuiti sul territorio.