Il territorio di Lodi registra una forte contrazione del commercio locale con la perdita di 402 negozi (-12,5%), posizionandosi tra le province lombarde più colpite. Nonostante la crisi di abbigliamento e cultura, l’occupazione cresce del 6,8% grazie alla resilienza della ristorazione e dei servizi alla persona (immagine di copertina creata con IA).
Lodi, il commercio locale soffre
Il Lodigiano sta vivendo una profonda trasformazione del proprio tessuto urbano e sociale. Le saracinesche che si abbassano nei centri storici e nei comuni della provincia non sono solo un segnale di crisi economica, ma il sintomo di un indebolimento dei legami di comunità. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, tra il 2015 e il 2025 il territorio di Lodi ha subito una contrazione della rete distributiva tra le più marcate della Lombardia.
Tra le province più colpite
I numeri evidenziano una situazione critica: la provincia di Lodi ha perso 402 unità locali nell’ultimo decennio. In termini percentuali, la flessione è del -12,5%, un dato significativamente più pesante della media regionale (-7,8%) e che pone Lodi subito dopo Mantova, Brescia e Pavia per intensità della desertificazione commerciale.
| Saldo N° Unità locali | |
| BERGAMO | -1.840 |
| BRESCIA | -3.172 |
| COMO | -554 |
| CREMONA | -552 |
| LECCO | -388 |
| LODI | -402 |
| MANTOVA | -1.412 |
| MILANO | -755 |
| MONZA E BRIANZA | -625 |
| PAVIA | -1.237 |
| SONDRIO | -439 |
| VARESE | -1.602 |
| TOTALE LOMBARDIA | -12.978 |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Tra il 2015 e il 2025 il commercio locale ha vissuto una fase di profonda trasformazione e il saldo delle imprese attive a livello nazionale vede un calo del -6,7% complessivo negli ultimi 10 anni, toccando nel 2025 il punto più basso di tutto il periodo di osservazione.
La dinamica è ancor più accentuata in Lombardia, seppur con intensità differenti nelle diverse realtà locali. Nello specifico, a Mantova la flessione evidenziata nello studio di Nomisma è stata del -19,9% ma, proporzionalmente, contrazioni marcate riguardano anche Brescia (-13,7%), Pavia (-13,2%), Lodi (-12,5%) e Varese (-12,2%). In regione, è invece Milano ad aver fatto segnare la perdita più contenuta (-1,3%).
| Var% 2015-2025 |
Saldo numero addetti 2025 vs 2015
|
| BERGAMO | -10,3% |
| BRESCIA | -13,7% |
| COMO | -6,3% |
| CREMONA | -9,7% |
| LECCO | -8,4% |
| LODI | -12,5% |
| MANTOVA | -19,9% |
| MILANO | -1,3% |
| MONZA E BRIANZA | -5,2% |
| PAVIA | -13,2% |
| SONDRIO | -11,6% |
| VARESE | -12,2% |
| Media Lombardia | -7,8% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
“Non è solo un dato preoccupante, ma il segnale evidente di città che si svuotano, di relazioni che si indeboliscono e di comunità che rischiano di perdere i propri tradizionali punti di riferimento”, commenta Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. “Il declino del commercio di prossimità non riguarda soltanto l’economia, ma incide direttamente sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale dei territori”.
Meno saracinesche, più lavoratori
Nonostante la chiusura dei punti vendita fisici, il comparto mostra una parziale resilienza sul fronte del lavoro. A Lodi, il numero degli addetti nel settore è aumentato del 6,8%, portando a un saldo positivo di 452 nuovi lavoratori rispetto al 2015. Si tratta di una crescita meno vigorosa rispetto alla media lombarda (21%), ma che conferma come le attività superstiti — specialmente nel campo della ristorazione e dei servizi alla persona — siano diventate più strutturate.
| Var% 2015-2025 | Saldo numero addetti 2025 vs 2015 |
Saldo numero addetti 2025 vs 2015
|
| BERGAMO | 26,4% | 10.165 |
| BRESCIA | 14,7% | 7.566 |
| COMO | 27,1% | 5.485 |
| CREMONA | 8,6% | 992 |
| LECCO | 24,1% | 2.367 |
| LODI | 6,8% | 452 |
| MANTOVA | 9,2% | 1.323 |
| MILANO | 27,3% | 37.713 |
| MONZA E BRIANZA | 19,9% | 5.407 |
| PAVIA | 3,4% | 595 |
| SONDRIO | 12,6% | 1.087 |
| VARESE | 18,3% | 5.328 |
| Lombardia | 21% | 78.480 |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di prossimità della Lombardia negli ultimi 10 anni sono aumentati di quasi 78.500 unità e nel 2025 risultano essere quasi 452.000.
Calano i prezzi, ma l’affitto pesa
Un altro ostacolo per i commercianti è rappresentato dai costi fissi. L’osservatorio evidenzia una dinamica quasi paradossale: mentre il valore di mercato dei locali (compravendita) a Lodi è sceso del 12%, i canoni di locazione non accennano a diminuire, registrando anzi un aumento del 17,9%. Questa forbice rende sempre più difficile per una piccola attività di vicinato garantire la sostenibilità economica nel lungo periodo.
| PREZZO COMPRAVENDITA NEGOZI | Var% 2025-2015 |
| Bergamo | 13,0% |
| Brescia | -7,5% |
| Como | -11,5% |
| Cremona | -7,5% |
| Lecco | -6,5% |
| Lodi | -12,0% |
| Mantova | -12,0% |
| Milano | -7,0% |
| Monza e Brianza | -8,0% |
| Pavia | -8,6% |
| Sondrio | -5,8% |
| Varese | -6,9% |
| Lombardia | -5,1% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
| CANONI AFFITTO NEGOZI | Var% 2025-2015 |
| Bergamo | 27,2% |
| Brescia | 4,9% |
| Como | 12,8% |
| Cremona | 17,3% |
| Lecco | 19,4% |
| Lodi | 17,9% |
| Mantova | 7,7% |
| Milano | 16,1% |
| Monza e Brianza | 18,3% |
| Pavia | 10,4% |
| Sondrio | 17,3% |
| Varese | 23,1% |
| Lombardia | 16% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Ristorazione promossa, crisi nera per abbigliamento e cultura
Analizzando i settori, emerge chiaramente chi vince e chi perde. In tutta la Lombardia, e quindi anche a Lodi, la ristorazione (bar e ristoranti) si conferma il vero motore di crescita e l’unico settore capace di mantenere vive le strade. Al contrario, la situazione è critica per i negozi di abbigliamento, tessile e cultura (libri e svago). Su questi comparti pesano come macigni la concorrenza spietata dell’e-commerce e una contrazione dei consumi che non accenna a fermarsi.
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