Il Lodigiano consolida il turismo nel 2025 con oltre 169mila presenze e un eccellente gradimento di 8,5/10, trainato da un’offerta ricettiva in crescita. Regione Lombardia sostiene questo trend positivo promuovendo nuovi itinerari e finanziamenti strategici per valorizzare il patrimonio storico e naturalistico locale.
Turismo nel Lodigiano
Non chiamatelo più “turismo minore”. La provincia di Lodi archivia il 2025 consolidando un posizionamento che lo proietta tra le realtà più vivaci e promettenti del panorama regionale. Con 169.319 presenze registrate nell’ultimo anno, il territorio non si limita a intercettare flussi, ma conquista il cuore dei viaggiatori, strappando un roboante 8,5 su 10 nelle recensioni dei visitatori. È questa l’istantanea scattata durante la tappa lodigiana del tour istituzionale di Debora Massari, assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, accompagnata dal collega allo Sviluppo economico, Guido Guidesi.
Tra business e relax
Il sistema ricettivo locale mostra una solidità invidiabile. La distribuzione dei flussi vede la provincia fare la parte del leone con il 72,01% delle presenze, mentre la città di Lodi catalizza il restante 27,99%. Sebbene il settore alberghiero rimanga il pilastro fondamentale (coprendo il 63,63% dei pernottamenti), il 2025 ha segnato una decisa accelerazione delle realtà extralberghiere e delle nuove strutture attivate, capaci di assorbire oltre 61.500 presenze. Una diversificazione che permette al territorio di rispondere con efficacia sia alla domanda leisure (turismo di piacere) sia a quella business.
Il valore dell’autenticità
Il dato che più entusiasma gli addetti ai lavori non è però quantitativo, ma qualitativo. L’analisi del sentiment, elaborata su un campione massiccio di circa 26mila recensioni, rivela un indice di gradimento altissimo.
“Il Lodigiano dimostra come territori meno battuti dai grandi circuiti possano costruire un’identità forte puntando sulla qualità”, ha commentato l’assessore Massari. “L’esperienza qui è percepita come autentica, ed è da questa base che vogliamo partire per il salto di qualità definitivo”.

Tesori d’arte e natura
Il successo del 2025 poggia su un patrimonio culturale e paesaggistico variegato. In città, i riflettori sono puntati sulla maestosità del Duomo, sul fascino settecentesco di Palazzo Barni e sull’unicità scientifica della Collezione Anatomica “Paolo Gorini”.
Fuori dalle mura cittadine, l’offerta spazia dal colore dei 300mila fiori del Tulipaneto alla storia millenaria della Basilica dei XII Apostoli a Lodi Vecchio. Un ruolo centrale è giocato anche dal Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano — sede dei musei del Pane e della Storia dell’Agricoltura — e dal polmone verde del Parco Adda Sud, meta prediletta per il turismo lento e naturalistico.
Nuove strategie
L’incontro tra Regione e amministratori locali non è stato solo un momento di celebrazione, ma un tavolo operativo per il futuro. È stato presentato il bando “Itinerari ed eventi in Lombardia 2026”, uno strumento pensato per finanziare nuovi progetti che mettano a sistema le eccellenze locali. Parallelamente, prosegue il monitoraggio dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) di Lodi, con l’obiettivo di potenziare le infrastrutture turistiche e rendere il territorio sempre più interconnesso e pronto alle sfide del mercato internazionale.