Venerdì 10 aprile 2026, alle ore 20:45, l’Oratorio del Comune di Borgo San Giovanni ospiterà l’evento “Prevenzione senza paura – il cancro del colon retto si può prevenire”.
Esperti a confronto sulle strategie di cura
L’appuntamento si inserisce nel progetto “Filo della Prevenzione” ed è frutto della sinergia tra l’amministrazione comunale, il Coordinamento Promozione Salute & Screening Oncologici dell’ASST di Lodi e l’associazione ALAO ODV (Associazione Lodigiana Amici Oncologia).
Il dibattito vedrà la partecipazione dei medici del Dipartimento Chirurgico dell’ASST di Lodi. La dr.ssa Piera Leoni, il dr. Vittorio Lumachi e il dr. Pietro Bisagni illustreranno alla cittadinanza le attuali modalità di intervento e le prospettive cliniche legate alla prevenzione e al trattamento della patologia. L’obiettivo dell’incontro è fornire strumenti conoscitivi per affrontare il percorso diagnostico con consapevolezza, riducendo i timori legati alla malattia.
Supporto informativo e adesione immediata allo screening
Durante la serata verranno consegnati ai presenti opuscoli realizzati dall’ASST di Lodi e da ALAO riguardanti le corrette abitudini quotidiane e i protocolli regionali di controllo. Al termine della sessione tecnica, i volontari dell’associazione raccoglieranno le richieste degli individui interessati a partecipare allo screening del colon-retto. Questa procedura mira a semplificare l’iter burocratico e ad agevolare l’accesso ai test per la popolazione locale.

L’importanza dell’individuazione tempestiva dei rischi
La prevenzione oncologica si pone come obiettivo il rilevamento di segnali precoci in soggetti asintomatici. Individuare una condizione di rischio nelle fasi iniziali permette di attuare terapie meno invasive e aumenta le probabilità di guarigione definitiva. I dati clinici confermano che i programmi di screening hanno ridotto sensibilmente l’incidenza di queste forme tumorali negli ultimi anni, migliorando gli esiti dei percorsi di cura.
Collaborazione tra istituzioni e volontariato
L’iniziativa di Borgo San Giovanni evidenzia come la cooperazione tra enti sanitari, istituzioni locali e terzo settore sia determinante per la diffusione della cultura della prevenzione. La presenza capillare sul territorio delle realtà del volontariato favorisce una partecipazione più ampia dei residenti, rendendo i programmi di monitoraggio sanitario accessibili a un numero crescente di persone.