La comunità lodigiana è in lutto per la perdita di Roberto Arditti, giornalista e consulente di comunicazione, stroncato da un arresto cardiaco nella notte tra martedì 31 marzo 2026 e mercoledì 1 aprile a Roma. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo Forlanini, le condizioni si sono rivelate critiche fin da subito. I medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso e, in accordo con le sue volontà, gli organi sono stati donati.
Una carriera poliedrica
Nato a Lodi negli anni Sessanta, Arditti aveva sviluppato una carriera ricca e variegata. Laureato in discipline economiche e sociali alla Bocconi, ha saputo muoversi tra giornalismo, comunicazione istituzionale e strategia politica.
Ha lavorato accanto a figure di rilievo, guidando progetti mediatici di grande impatto. Ha ricoperto incarichi nei media nazionali e in ambito politico, combinando la conoscenza del settore con una profonda capacità di comunicazione. La sua esperienza spaziava dal giornalismo radiofonico e televisivo fino alla gestione di grandi eventi e comunicazione pubblica.
Tra il 1987 e il 1992 ha lavorato nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini, mentre dal 1992 al 1997 è stato direttore delle news di Rtl 102.5. Ha collaborato come autore per la trasmissione “Porta a Porta” su Rai 1 dal 1997 al 2001 e dal 2002 al 2007. Durante il secondo governo Berlusconi è stato portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola.
Dal dicembre 2008 al gennaio 2010 ha diretto il quotidiano Il Tempo, contribuendo in seguito anche alla comunicazione e alle relazioni esterne di Expo 2015.
Legami con Lodi e riconoscimenti
Nonostante i numerosi impegni professionali a livello nazionale, Arditti ha sempre mantenuto un legame forte con la sua città natale. A Lodi aveva ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Fanfullino d’Oro. In città vive ancora la sua anziana madre.
La famiglia ha chiesto massimo rispetto della privacy.