L’ASST di Lodi celebra la Giornata Mondiale dell’Autismo alla Fondazione Cosway, presentando i progetti “Aut Style City” e “D.A.M.A.” per l’inclusione. Il confronto tra istituzioni e associazioni risponde a un costante aumento delle diagnosi, passate dalle 118 del 2023 alle 150 del 2025.
Giornata Mondiale Consapevolezza sull’Autismo
Oggi, giovedì 2 aprile 2026, la città di Lodi celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo non con semplici slogan, ma con il confronto concreto dell’evento “Autismo – Lo stato dell’arte nel Lodigiano 3.0”. L’appuntamento, previsto per il pomeriggio presso la Sala della Musica della Fondazione Cosway, segna il terzo anno di un percorso voluto dall’ASST di Lodi per mettere a sistema servizi sanitari, associazioni e famiglie.
Oltre 500 ragazzi in carico
Il quadro che emerge dai dati clinici è netto: la neurodivergenza richiede risposte sempre più strutturate. Francesca Beccaria, direttrice dell’Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Uonpia) dell’ASST di Lodi, ha tracciato un bilancio numerico che non lascia spazio a interpretazioni. Attualmente sono circa 560 i minori in carico alla struttura lodigiana, con un trend di nuove diagnosi in costante crescita: se nel 2023 i nuovi casi erano 118, nel 2025 il numero è balzato a 150 unità. L’incremento si concentra in particolare in due fasi delicate: i primi anni di vita, fondamentali per l’intervento precoce, e l’adolescenza.
I progetti “D.A.M.A.” e “Aut Style City”
Il convegno odierno non è solo un momento statistico, ma una vetrina per le eccellenze del territorio. Tra i pilastri della strategia lodigiana spicca il D.A.M.A. (Disabled Advanced Medical Assistance), un modello di accoglienza ospedaliera pensato per abbattere le barriere comunicative e sensoriali che spesso rendono difficili le cure mediche per le persone con disabilità.
Ampio spazio viene dato anche al progetto Aut Style City, che punta a trasformare il tessuto urbano in un ambiente “amico dell’autismo”, e ai servizi ambulatoriali che seguono il paziente in un’ottica di continuità, dalla prima infanzia fino all’età adulta.
Una rete territoriale
Il vero motore dell’inclusione nel Lodigiano resta però il dialogo costante tra l’Azienda Socio-Sanitaria e il mondo del volontariato e delle cooperative. Il tavolo di oggi vede infatti la partecipazione attiva di realtà storiche che rappresentano il braccio operativo e il supporto quotidiano per centinaia di famiglie: Cooperativa Amicizia e Il Mosaico; Fondazione Danelli e Cooperativa Eureka; Associazione Caos (genitori).
L’obiettivo dichiarato è ambizioso ma necessario: passare dalla gestione della singola criticità a un modello collaborativo che veda la neurodivergenza come una risorsa e un modo differente di funzionare, garantendo a ogni individuo il diritto a una vita autonoma e integrata.