La Commissione Europea ha declassato a “zona libera” 31 comuni del Lodigiano su 32, certificando l’efficacia delle misure regionali contro la Peste Suina. Resta in restrizione solo San Rocco al Porto per precauzione, data la vicinanza con i focolai del Piacentino.
Peste Suina Africana
Dopo mesi di monitoraggi serrati e protocolli di biosicurezza ai massimi livelli, la Commissione Europea ha dato il via libera al declassamento delle aree soggette a restrizione per la Peste Suina Africana (PSA). Un verdetto che suona come una liberazione per la filiera suinicola locale, sancendo l’efficacia di un modello di gestione che ha visto schierati in prima linea veterinari, istituzioni e operatori del settore.
Nel Lodigiano 31 comuni fuori dall’emergenza
Il cuore della notizia riguarda da vicino la provincia di Lodi, dove la mappa del rischio viene drasticamente ridisegnata. Ben 31 dei 32 comuni precedentemente inclusi nelle zone di restrizione vengono ora ufficialmente riconosciuti come “zona libera”. Questo significa un ritorno alla normalità per la movimentazione dei capi e una boccata d’ossigeno per l’economia agricola del territorio.
L’unica eccezione in tutta la provincia rimane il Comune di San Rocco al Porto. Per questo centro è stato confermato il mantenimento in “Zona di Restrizione 1”: una scelta precauzionale dettata non da focolai interni, ma dalla vicinanza con il territorio piacentino, dove recentemente sono state registrate alcune positività. Un presidio di confine necessario per evitare che il virus possa rientrare in territorio lombardo.
Il “modello Lombardia”
L’annuncio è arrivato dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Alessandro Beduschi (Agricoltura), che hanno sottolineato come il voto di Bruxelles non sia un caso fortuito, ma il risultato di una strategia integrata.
“La qualità della sorveglianza e l’innalzamento degli standard negli allevamenti hanno fatto la differenza”, hanno dichiarato i due esponenti della Giunta.
Un ruolo cruciale è stato giocato dal coordinamento tra il Commissario straordinario Giovanni Filippini e la rete territoriale composta da ATS, IZSLER, forze dell’ordine e mondo venatorio. In particolare, è stata lodata la professionalità dei veterinari regionali, definiti il vero motore di questa operazione di messa in sicurezza sanitaria.
La situazione nelle province confinanti
Se Lodi e Milano (che torna interamente libera) festeggiano, la situazione resta più articolata nel Pavese, zona storicamente più colpita dall’epidemia. Qui la geografia delle restrizioni rimane a macchia di leopardo: 77 comuni passano in zona libera e 53 in zona 1, mentre per 56 comuni dell’Oltrepò Pavese resta confermata la “Zona di Restrizione 2”. In quell’area, la presenza del virus nella fauna selvatica richiede ancora un livello di vigilanza massimo.
Operativo nei prossimi giorni
Il nuovo assetto territoriale non è solo una promessa: diventerà operativo nei prossimi giorni con la pubblicazione del regolamento europeo ufficiale. Per il Lodigiano, si apre ora una fase di consolidamento dei risultati ottenuti, con l’obiettivo di mantenere alta la guardia affinché il traguardo della “zona libera” diventi una condizione definitiva per tutto il comparto produttivo.