Per l’Asst di Lodi le nuove sfide nel settore della telemedicina:
“Portare il più possibile a domicilio le cure per i fragili”.
Nuove sfide per la Telemedicina in Asst
La sfida è ambiziosa e in campo c’è un corposo progetto che va in questa direzione:
“Portare il più possibile a domicilio le cure per i fragili, in particolare – spiega Guido Grignaffini, direttore generale dell’Asst di Lodi – spostare il paziente, soprattutto quello più vulnerabile, solo quando è necessario, con il supporto delle più avanzate tecnologie digitali”.
L’attività di telemedicina è al centro di questo percorso: ne parla Sara Forlani, direttore del Dipartimento Continuità di Cura, Riabilitazione e Fragilità e referente aziendale di tale complesso di prestazioni (foto di copertina).
Progetti di telemedicina sono in essere in Asst sin dal 2014: avviati allora e proseguiti sino ad oggi in ambito cardiologico e pneumologico. I professionisti impegnati nell’iniziativa di tele monitoraggio a distanza verificano l’aderenza terapeutica da parte del malato e il corretto utilizzo degli ausili per il trattamento domiciliare.

Nel 2020, in pieno Covid, un altro passaggio: parte la teleassistenza in ambito neuropsichiatrico. Nel 2025 il salto di qualità con la disponibilità dell’infrastruttura regionale di telemedicina (Irt).
“Con questa piattaforma – spiega il medico Forlani – sono possibili teleconsulto, televisita, teleassistenza. Buona parte della attività di telemedicina, anche quella storicamente consolidata, migrerà gradualmente su Irt”.
Come funzionano i vari servizi
Con il teleconsulto è possibile il confronto fra specialista e medico di famiglia, la condivisione di dati e documenti clinici. L’attività riguarda per il momento branche mediche come la pneumologia, la reumatologia, la neurologia, l’oncologia, la diabetologia, le malattie infettive.
La televisita coinvolge lo specialista (ma anche il medico curante) e il paziente, nella stragrande maggioranza dei casi interessato al controllo e al follow up, per evitargli di recarsi in ambulatorio ospedaliero o territoriale.

La televisita deve essere prescritta e può essere supportata, a domicilio, in caso di necessità, anche dall’infermiere di famiglia e di comunità. Alla televisita si può accedere entrando nel fascicolo sanitario regionale.
Ulteriori formati della telemedicina sono il telemonitoraggio e la teleassistenza, un servizio di supporto alla cura e alla terapia a domicilio.
Teleriabilitazione a Sant’Angelo Lodigiano
La teleriabilitazione è una delle specifiche della teleassistenza: da quando è stata avviata, a Sant’Angelo Lodigiano a cavallo fra dicembre e gennaio di quest’anno sono 32 i pazienti già arruolati.
Spiega nel merito Silvia Mandrini, direttore della Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica dell’Alto Lodigiano:
“Con il supporto di tecnologie avanzate possiamo dare continuità, anche a domicilio, ai programmi riabilitativi avviati in ospedale e monitorare, da parte del fisioterapista il percorso terapeutico del paziente”.
Il servizio, per ora, è riservato agli over 65.