Tornano anche quest’anno, le attesissime Giornate FAI di Primavera, un evento imperdibile per gli amanti del patrimonio artistico e culturale italiano. Durante il weekend di sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, saranno eccezionalmente accessibili 780 luoghi sparsi in 400 città di tutta Italia. Scopriamo insieme quelli visitabili a Lodi e provincia.
Tornano le Giornate FAI di Primavera 2026
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34esima edizione le Giornate FAI di Primavera, il grande evento di piazza attraverso il quale dal 1993 il FAI dà la possibilità a centinaia di migliaia di italiani – nel primo fine settimana di primavera – di riappropriarsi del patrimonio culturale e paesaggistico delle città e dei territori in cui vivono.
Queste giornate rappresentano un’opportunità unica per esplorare borghi storici, palazzi istituzionali, biblioteche, ville, conventi e persino laboratori di ricerca e innovazione. Il merito di questa straordinaria iniziativa va ai migliaia di volontari che, con dedizione e passione, guideranno i visitatori attraverso la storia e la bellezza del nostro Paese.
I tesori da scoprire a Lodi e provincia
CASALPUSTERLENGO. CHIESA DEI SANTI BARTOLOMEO APOSTOLO E MARTINO VESCOVO

Casalpusterlengo deve il nome probabilmente alla famiglia Pusterla o a “Casale Pistorum” di età romana. Borgo antico, passò sotto diverse famiglie, tra cui Lampugnani, Castelli e Trivulzio. Fu teatro di eventi storici, come la presenza di Francesco Sforza nel 1450 e di Napoleone nel 1796. La chiesa è dedicata ai Santi Bartolomeo e Martino, si trova in piazza del Popolo ed è stata costruita nel 1602. Nacque dall’unione di più edifici sacri preesistenti dedicati anche a Gervasio e Protasio.
Di una delle chiese precedenti resta un affresco della Madonna delle Grazie. La facciata presenta due ordini con lesene, portale centrale e timpano triangolare. Accanto si trova il campanile a base quadrata con lanterna ottagonale. L’interno è a navata unica con cappelle laterali e volta a botte. Il presbiterio rialzato è coperto da cupola e termina con abside semicircolare.
Orari di visita: Sabato: 10 – 17.30 (ultimo ingresso 17) – Domenica 12 – 17.30 (ultimo ingresso 16.30). Maggiori info CLICCANDO QUI.
CASALPUSTERLENGO. CHIESA DI SAN ROCCO

La chiesa di San Rocco, protettore contro peste ed epidemie, si trova in piazza Dante Alighieri ed ebbe anche funzione assistenziale. Fu affiancata da un ospedale per pellegrini, segno della sua importanza sociale. Nel 1588 il vescovo di Lodi ne promosse una ristrutturazione. Nel 1638 intervenne la Confraternita del Gonfalone, che vi aveva sede. Nel 1646 furono creati locali per un ospedale, parte del complesso detto Ca’ Pelloni.
L’edificio si sviluppa attorno a corti, una principale e una secondaria a “U”. La chiesa ha una navata unica con due cappelle laterali e sagrato rialzato. La facciata è semplice, conclusa da un timpano, e l’interno ha volte a botte e a crociera. Il campanile laterale termina con una cuspide piramidale esagonale. L’ex ospedale presenta portici con colonne doriche e ambienti organizzati su due piani.
Orari di visita: Sabato: 10 – 12.30 / 14 – 17.30 (ultimo ingresso 17) – Domenica 10 – 12.30 / 14 – 17.30 (ultimo ingresso 17). Maggiori info CLICCANDO QUI.
SOMAGLIA. CASTELLO CAVAZZI

Il Castello Cavazzi di Somaglia si trova in piazza XXV Aprile, sorge su un’altura tra la pianura alluvionale del Po e il pianalto superiore. Fu costruito nella seconda metà del XIV secolo da Bernabò Visconti come fortezza viscontea. Nel 1371 divenne feudo di Nicorolo Cavazzi, la cui famiglia mantenne la proprietà fino al 1980. Il castello fu trasformato dai Cavazzi in residenza nobiliare nel Seicento. Dell’originaria struttura difensiva rimangono tracce nei sotterranei e nelle fondamenta.
L’accesso avviene attraverso un arco a tutto sesto verso la torre rettangolare in mattoni a vista. Le grandi finestre e il balconcino in ferro battuto indicano la perdita della funzione militare. All’interno si apre una corte quadrangolare con portico a serliana e colonne in granito. Il castello ha avuto vari proprietari, tra cui Beatrice Regina della Scala e Francesco Sforza. Negli anni Ottanta del Novecento fu donato al Comune da Guendalina Cavazzi, avviandone il recupero e la valorizzazione culturale.
Orari di visita: Sabato: 10 – 17.30 (ultimo ingresso 16.30) – Domenica 10 – 18 (ultimo ingresso 17). Maggiori info CLICCANDO QUI.
SOMAGLIA. CASTELLO CAVAZZI

Il Castello Cavazzi di Somaglia sorge su un’altura tra la pianura alluvionale del Po e il pianalto superiore. Fu costruito nella seconda metà del XIV secolo da Bernabò Visconti come fortezza viscontea. Nel 1371 divenne feudo di Nicorolo Cavazzi, la cui famiglia mantenne la proprietà fino al 1980. Il castello fu trasformato dai Cavazzi in residenza nobiliare nel Seicento. Dell’originaria struttura difensiva rimangono tracce nei sotterranei e nelle fondamenta.
L’accesso avviene attraverso un arco a tutto sesto verso la torre rettangolare in mattoni a vista. Le grandi finestre e il balconcino in ferro battuto indicano la perdita della funzione militare. All’interno si apre una corte quadrangolare con portico a serliana e colonne in granito. Il castello ha avuto vari proprietari, tra cui Beatrice Regina della Scala e Francesco Sforza. Negli anni Ottanta del Novecento fu donato al Comune da Guendalina Cavazzi, avviandone il recupero e la valorizzazione culturale.
Orari di visita: Sabato: 10 – 17.30 (ultimo ingresso 16.30) – Domenica 10 – 18 (ultimo ingresso 17). Maggiori info CLICCANDO QUI.
SOMAGLIA. CHIESA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La Chiesa Parrocchiale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di Somaglia ha origini medievali, citata dal 1261. Per secoli fu sotto il giuspatronato della famiglia Cavazzi, confermato da papi tra Quattro e Cinquecento. Nel 1709 fu elevata a prepositurale, inserita nel vicariato di Casalpusterlengo. L’attuale impianto risale al Settecento e custodisce importanti opere di pittura veneziana. La facciata è preceduta da un porticato con tre archi e lesene, coronata da un timpano triangolare con scritta DOM.
L’interno è a navata unica con due cappelle laterali, altare maggiore marmoreo e opere lignee del XVII secolo. Tra i capolavori vi sono tele di Sant’Alessandro Sauli e della Beata Vergine Addolorata. La tela del Trasporto dell’Arca Santa di Sebastiano Ricci proviene da Venezia. Anche la pala della Cacciata dei mercanti dal Tempio di Angelo Trevisani fu trasferita qui nel 1818. Le opere giunsero dopo la soppressione della chiesa veneziana e la confisca napoleonica, arricchendo il patrimonio della parrocchiale.
Orari di visita: Sabato: 10 – 16.30 (ultimo ingresso 16) – Domenica 10 – 18 (ultimo ingresso 17). Maggiori info CLICCANDO QUI.