Da domani, 27 febbraio 2026, scattano a Lodi le misure antinquinamento di primo livello a causa del superamento dei limiti di PM10. I provvedimenti includono il blocco dei veicoli più inquinanti (fino a Euro 4 diesel), limitazioni al riscaldamento domestico e stop allo spandimento di liquami agricoli.
Allarme Smog a Lodi
Non accenna a migliorare la qualità dell’aria all’ombra del Torrione. I rilevamenti effettuati da Arpa Lombardia nella giornata di mercoledì 25 febbraio 2026 hanno confermato quello che molti cittadini già percepivano: per il secondo giorno consecutivo, la media giornaliera di polveri sottili (PM10) ha varcato la soglia critica. Una situazione che, complici le previsioni meteo poco favorevoli alla dispersione degli inquinanti, farà scattare ufficialmente da domani, venerdì 27 febbraio 2026, le misure antinquinamento di primo livello in tutta la provincia di Lodi.
Stop ai veicoli Euro 4 diesel
Il provvedimento colpirà in modo diretto la mobilità urbana. A Lodi e nei comuni del territorio con più di 30.000 abitanti (oltre a quelli che hanno aderito volontariamente al piano), sarà vietata la circolazione dei veicoli a benzina fino a Euro 1 e dei diesel fino a Euro 4 incluso. Una restrizione severa che si applica anche alle auto dotate di filtro antiparticolato (FAP) o che utilizzano il sistema Move-In. Le limitazioni si aggiungono a quelle permanenti già in vigore, nel tentativo di abbattere le emissioni nocive prodotte dal traffico stradale.
Riscaldamenti e agricoltura
Le contromisure non si fermano alla strada, ma entrano anche nelle case e nelle aziende agricole del Lodigiano. In tutti i comuni della provincia sarà obbligatorio abbassare di 1°C la temperatura massima all’interno delle abitazioni. È inoltre vietato l’utilizzo di impianti termici a biomassa legnosa (legna e pellet) fino a 3 stelle. Per quanto riguarda il settore agricolo, pilastro dell’economia locale, è disposto il divieto di spandimento dei liquami zootecnici, a meno che non avvenga tramite iniezione o interramento immediato, per limitare le emissioni di ammoniaca nell’atmosfera.
Il pacchetto di misure prevede anche il divieto assoluto di accendere fuochi o praticare combustioni all’aperto. Tuttavia, il regolamento regionale salva l’identità locale: restano infatti permessi i falò e i fuochi rituali legati alle rievocazioni storiche o alle tradizioni popolari riconosciute dai singoli Comuni. Nei prossimi giorni, i tecnici di Arpa e Regione Lombardia continueranno a monitorare i cieli: solo un miglioramento dei dati permetterà la revoca delle restrizioni.