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Giorno del ricordo, Lodi ricorda le vittime delle foibe: cerimonia al Liceo Gandini

Autorità e studenti insieme per una mattinata di memoria, storia e riflessione civile

Giorno del ricordo, Lodi ricorda le vittime delle foibe: cerimonia al Liceo Gandini

Nella mattinata del 10 febbraio 2026, l’Aula Magna del Liceo Gandini di Lodi ha ospitato la celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo. L’evento, istituito dalla legge n. 92 del 30 marzo 2004, è stato organizzato dalla Prefettura in sinergia con il Comune di Lodi e l’Ufficio Scolastico Territoriale.

Giorno del Ricordo

L’iniziativa ha coinvolto i rappresentanti delle autorità civili, militari e religiose, insieme a una folta delegazione di studenti provenienti dagli istituti superiori cittadini Gandini, Bassi, Volta ed Einaudi. L’obiettivo della mattinata è stato l’approfondimento della storia del confine orientale e la commemorazione delle vittime delle foibe e dei profughi giuliano‑dalmati.

Dopo l’apertura coreografica curata dalla Scuola d’Arte e Spettacolo “Il Ramo” – la quale ha proposto Il volto dei bambini – e l’esecuzione dell’Inno nazionale, si sono susseguiti i saluti delle autorità. Il Sindaco di Lodi, Andrea Furegato, ha analizzato il contesto normativo e storico che ha portato al riconoscimento istituzionale di questa ricorrenza.

La Vicepresidente della Provincia, Luciana Tonarelli, ha richiamato il concetto di responsabilità collettiva, mentre il Direttore Scolastico Territoriale, Marco Fassino, ha citato il discorso del Presidente della Repubblica pronunciato nella Giornata del Ricordo del 2023, basato sulla necessità di tutelare la democrazia contro i nazionalismi.

A prendere parte all’evento anche Monsignor Bassiano Uggè che, oltre a portare i saluti di S.E. il Vescovo, ha concentrato l’attenzione sulla pace come necessità per il futuro.

L’analisi storica

Durante l’evento hanno preso parola il giornalista Dario Fertilio e lo storico lodigiano Ferruccio Pallavera, esaminando la genesi delle violenze sul confine orientale, le responsabilità politiche, oltre al lungo periodo di silenzio mediatico e storiografico che ha avvolto la vicenda.

Nell’incontro sono stati poi approfonditi i dati sull’esodo, che ha coinvolto quasi trecentomila persone, e sono state analizzate le radici dei conflitti nazionalistici che hanno caratterizzato il secondo dopoguerra in quell’area geografica.

Rappresentazione teatrale e conclusioni

La narrazione storica è stata integrata da una performance teatrale che ha messo in scena uno scambio epistolare tra un cittadino jugoslavo e una profuga italiana. Il dialogo ha rievocato la separazione del 1947, quando oltre diecimila persone lasciarono la città di Pola.

La conclusione dei lavori è stata affidata al Prefetto Davide Garra, autore della pièce rappresentata, il quale ha ribadito il valore del Giorno del Ricordo come atto di giustizia volto a mettere al centro della riflessione la dignità umana .