POLITICA

Tangenziale di Lodi, l’allarme: “Svincolo di via Massena nel degrado, a rischio i soccorsi”

Un reportage del Movimento "Ama il Tuo Paese" smentisce le rassicurazioni ufficiali: pali inclinati, asfalto tagliato e scarichi ostruiti a pochi giorni dal cambio della viabilità

Tangenziale di Lodi, l’allarme: “Svincolo di via Massena nel degrado, a rischio i soccorsi”

Il Movimento Civico “Ama il Tuo Paese” denuncia gravi problemi di manutenzione e sicurezza nello svincolo di via Massena della Tangenziale di Lodi. Chiede un intervento urgente delle autorità per garantire la stabilità e la funzionalità della tangenziale.

Tangenziale di Lodi, l’allarme

Mentre il calendario corre verso il 2 marzo 2026, data in cui la tangenziale di Lodi diventerà l’imbuto obbligato per tutti i mezzi di soccorso diretti all’Ospedale Maggiore, la realtà sul campo sembra ignorare le rassicurazioni fornite nelle scorse settimane. Non è solo una questione di lampadine fulminate: allo svincolo di via Massena, il cuore pulsante della viabilità strategica lodigiana, a regnare sono l’incuria e potenziali cedimenti strutturali.

A sollevare il velo sulla situazione è Domenico Ossino, referente del Movimento Civico “Ama il Tuo Paese”, che ha documentato con un dettagliato reportage fotografico lo stato di abbandono in cui versa l’arteria.

Strutture in bilico e asfalto “spaccato”

Il dossier fotografico mette a nudo criticità che vanno ben oltre l’estetica. Il dato più preoccupante riguarda la stabilità: quattro pali dell’illuminazione appaiono visibilmente inclinati verso il suolo. Con l’aumento del traffico pesante e delle vibrazioni previsto per le prossime settimane, il rischio che queste strutture possano cedere non è più un’ipotesi remota.

Uno dei pali pendenti

Non va meglio sotto le ruote dei veicoli. In curva, nel tratto in salita in uscita da Lodi, l’asfalto presenta un taglio longitudinale netto che separa il manto stradale dalla scarpata. Un distacco proprio a ridosso del guardrail che fa temere un cedimento del bordo della carreggiata, mettendo a rischio la tenuta delle barriere di sicurezza.

L’asfalto tagliato

Idraulica nel caos

Se la superficie è degradata, i sistemi di drenaggio non sono in condizioni migliori. Il reportage evidenzia come i canali per lo scolo delle acque meteoriche siano ormai completamente ostruiti da rifiuti e vegetazione infestante.

“Questo scenario – avverte Ossino – minaccia di trasformare la strada in una piscina alla prima pioggia, accelerando la formazione di buche e compromettendo la tenuta della massicciata”, che già mostra preoccupanti segni di erosione.

Canale di scolo

Una discarica a cielo aperto

Oltre ai rischi tecnici, emerge un quadro di profondo degrado urbano. Ai piedi del rilevato stradale e sotto i ponti sono stati rinvenuti accumuli di rifiuti ingombranti e sacchi dell’immondizia. Un biglietto da visita inaccettabile per quella che Ossino definisce “la porta d’accesso principale all’ospedale”, e che contribuisce ad aumentare il senso di insicurezza per chi percorre la zona.

Abbandono rifiuti

L’appello al Prefetto: “Ispezione subito”

Con la riorganizzazione della viabilità alle porte, il Movimento “Ama il Tuo Paese” non si limita alla denuncia, ma chiede un intervento istituzionale immediato. L’appello è rivolto direttamente al Prefetto di Lodi, affinché coordini un sopralluogo tecnico congiunto tra Anas e Comune.

“La sicurezza dei soccorsi non può essere affidata alla speranza,” conclude Ossino. Ambulanze e Vigili del Fuoco devono poter contare su infrastrutture certificate e impeccabili. Il tempo delle promesse è scaduto: ora servono i cantieri di ripristino.