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Sul Mercosur Confagricoltura tira il freno e chiede maggiore attenzione all’UE

L'associazione: "Gli agricoltori non sono solo un serbatoio di materie prime. Serve maggiore attenzione"

Sul Mercosur Confagricoltura tira il freno e chiede maggiore attenzione all’UE

Confagricoltura di Milano, Lodi, Monza Brianza solleva dubbi e perplessità sull’accordo Mercosur per il settore agricolo: più attenzione dall’UE.

Mercosur: Confagricoltura tira il freno

Anche Confagricoltura di Milano, Lodi, Monza Brianza solleva dubbi e perplessità sull’accordo Mercosur per il settore agricolo.

Fa sapere in merito l’associazione agricola:

L’annuncio da parte dell’Ue di nuove opportunità di accesso ai mercati internazionali, a partire da un bacino potenziale di oltre 700 milioni di consumatori, può rappresentare, infatti, una prospettiva di crescita per l’agroalimentare europeo solo se accompagnato da garanzie concrete per chi produce. In assenza di tali condizioni, il rischio è che l’apertura commerciale si traduca in una pressione ulteriore su un settore già fortemente esposto all’aumento dei costi e alla compressione dei margini.

“Rafforzare reciprocità negli scambi”

Dal canto suo Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza valuta positivamente l’attenzione dimostrata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dai commissari europei e dal Governo italiano, in particolare dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, sul tema delle tutele per il Made in Italy e sulla necessità di rafforzare la reciprocità negli scambi. Tuttavia, secondo  l’associazione agricola, resta centrale la questione delle risorse.

Una bandiera di Confagricoltura (foto di repetorio)
Una bandiera di Confagricoltura (foto di repetorio)

“La Politica agricola comune non può essere messa in discussione né utilizzata come strumento di compensazione degli accordi commerciali. La PAC deve mantenere un bilancio solido, stabile e pienamente europeo. Qualsiasi ipotesi di riduzione o riorientamento delle risorse metterebbe ulteriormente in difficoltà un settore che già oggi rappresenta l’anello più debole della filiera agroalimentare“.

Francesco Pacchiarini

Dichiara il presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza, Francesco Pacchiarini:

“Il disagio che oggi emerge con forza dalle campagne nasce da una crisi strutturale di sostenibilità economica. Gli agricoltori operano all’interno di una filiera profondamente squilibrata, dove il valore si concentra a valle e i costi restano a monte. È inevitabile che questa tensione trovi espressione in forme diverse. Ribadiamo che la politica deve riconoscere l’agricoltura come parte fragile del sistema e accompagnarla con politiche coerenti, stabili e di lungo periodo. Non possiamo chiedere agli agricoltori di sostenere transizioni, aperture commerciali e nuovi obblighi se vengono trattati come un semplice serbatoio di materie prime, senza un adeguato riconoscimento economico“.

A Milano la protesta degli agricoltori con i trattori

Nel frattempo, come riporta il nostro portale nazionale News Prima, nella giornata di ieri venerdì 9 gennaio 2026, davanti alla Stazione Centrale di Milano si è tenuta la protesta degli agricoltori, arrivati in città a bordo dei trattori. Alla manifestazione ha preso parte anche Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza.

Alla manifestazione era presente pure la Lega con i propri esponenti Silvia Sardone e Gian Marco Centinaio, a sostegno delle ragioni degli agricoltori.