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PARKlife™, l’urban art ha rivoluzionato il Prologis Park di Lodi

L’evoluzione del progetto raccontata da due delle sue referenti all’interno di Prologis

PARKlife™, l’urban art ha rivoluzionato il Prologis Park di Lodi
Idee & Consigli 14 Luglio 2022 ore 10:13

PARKlife™ rappresenta un approccio integrato che racchiude una serie di interventi su determinate aree. E tramite l’urban art, ma non solo grazie a questa, ha rivoluzionato il Prologis Park di Lodi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e in particolare è stato ammirato e spiegato durante nove visite guidate andate in scena nel mese di giugno. Sono state circa 270 le persone che vi hanno partecipato e vista l’ottima riuscita a settembre saranno nuovamente riproposte. Fra loro non solo semplici cittadini di Lodi e dei comuni limitrofi, ma si è registrato anche l’interessamento da parte di influencer, blogger, professori di arte e fotografi provenienti da tutta la penisola. A parlarci di questa novità, della sua nascita e della sua evoluzione sono due delle referenti del progetto di Prologis, ovvero Margaryta Hnatenko, Real Estate & Customer Experience, Coordinator, e Claudia Montanari, Real Estate & Customer Experience Lead, Director.

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L’arrivo di PARKlife™ a Lodi

Quando si parla di PARKlife™ ci si riferisce ad una filosofia: “È un approccio che nasce dall’esperienza dei colleghi inglesi, protagonisti di una cultura nel settore logistico più avanzata - ha spiegato Claudia Montanari - l’obiettivo era rendere il parco più accogliente e confortevole, arricchendolo con nuovi servizi in grado di rispondere alle esigenze di chi ci lavora e lo frequenta”. Perché proprio a Lodi? “Il parco aveva le caratteristiche più indicate, ampie dimensioni, occupato da un unico interlocutore e ricco di aree verdi. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Tuned, la business unit del Gruppo Lombardini22, con il supporto anche dell’Università Cattolica di Milano. Con loro abbiamo analizzato lo stato di fatto del parco logistico e le abitudini dei lavoratori, individuando gli aspetti principali su dove intervenire per migliorare benessere, ridurre stress, incrementare l’engagement con l’azienda e il luogo di lavoro”.

L’urban art per un nuovo polo attrattivo

La fase di analisi ha restituito un quadro chiaro: era necessario intervenire sull’aspetto dei magazzini, realizzati una ventina di anni fa e dotati di facciate imponenti ma senza valore estetico. Non solo: i lavoratori non avevano a disposizione aree esterne usufruibili e spesso si trovavano a trascorrere le pause in un contesto poco confortevole e non gratificante, affetto da una certa monotonia visiva. Fra le proposte di restyling c’erano anche l’inserimento di elementi architettonici e l’utilizzo di pareti “green”, ma a spuntarla è stata l’urban art. Ciò è indicativo sull’essenza di PARKlife™: l’approccio è declinato su misura in base al parco su cui si intende intervenire, a seconda di caratteristiche e carenze. Continua Claudia: “Oltre che favorire gli attuali lavoratori e fruitori del parco, il nostro intento è creare un luogo interessante che possa fungere da richiamo e attrattiva per nuove figure professionali. La logistica si è evoluta e si richiedono sempre più figure tecniche o manager che possano gestire questo tipo di attività”.

Per un restyling completo

Certo è che l’urban art da sola non poteva bastare: “Ci siamo attivati per una serie di interventi a completamento del progetto - ha ricordato Margaryta Hnatenko - abbiamo inserito zone verdi ombreggiate, panchine in plastica riciclata, spazi per la pausa pranzo e per godersi le opere d’arte urbana. Abbiamo realizzato i camminamenti pedonali con pietra naturale per oltre mille metri quadrati, allestito tavoli da ping pong, attrezzi per ginnastica e quattro container. Due con servizi igienici con bagni e docce, altrettanti adibiti a zone break climatizzate, con distributori automatici, sedie, tavolini e un’area fumatori. Sono stati posizionati nei punti più frequentati dal parco, secondo una precisa analisi. Non manca poi un’app dedicata utile per capire cosa c’è dietro al progetto: scansionando i QR code presenti sui totem disseminati per il parco si può effettuare una visita guidata in autonomia”.

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