Olio motore: a cosa serve, come sceglierlo e quando sostituirlo

Olio motore: a cosa serve, come sceglierlo e quando sostituirlo
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Entrato in circolo, l’olio lubrifica le parti meccaniche del motore, diminuendo la forza d’attrito ed ottimizzando in tal modo la loro funzionalità. In altre parole, l’olio crea una sorta di strato tra i componenti del motore in movimento (pistone-cilindro, bronzina-albero motore, ecc.), impedendo che le loro superfici entrino in diretto contatto.
Questo fluido oleoso contribuisce anche a non far surriscaldare le superfici in metallo, sottraendo il calore in eccesso in base al principio fisico della trasmissione termica. Senza questo liquido il motore si gripperebbe dopo pochi chilometri di percorrenza e l’auto non potrebbe funzionare.
Effetti simili potrebbero verificarsi anche utilizzando un olio sbagliato o un tipo non compatibile col proprio modello d’auto. Ragion per cui occorre prestare bene attenzione prima di acquistare una confezione d’olio per la propria automobile. Informazioni precise a riguardo si possono trovare nel proprio libretto dell’auto, facendo una ricerca su internet o anche avvalendosi del consiglio di un meccanico esperto. Anche mescolare oli di produttori diversi, con gradi di viscosità differenti, non è consigliabile e può ugualmente causare seri danni.
In commercio esiste un numero innumerevole di marche e di tipi di olio ed all’apparenza si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un labirinto senza capo e né coda. In realtà le cose non stanno così, in quanto sono stati elaborati dei criteri classificatori, sulla base dei quali questi liquidi vengono ripartiti in tre categorie principali, ben riconoscibili sulla base delle marcature impresse sulle etichette. Vediamo ora di fornire alcune indicazioni utili per la scelta dell’olio adatto, con particolare riguardo ai modelli diesel.

Ecco dunque le suddette categorie:

1) SAE (Society of Automotive Engineers). Questa marcatura si riferisce alla viscosità dell’olio, variabile a seconda della temperatura. Come viscosità si definisce la resistenza di un fluido in scorrimento, quale conferita dalla forza di coesione delle molecole: più alto è il coefficiente di viscosità, più lento sarà lo scorrimento. Sulla base di questo criterio gli oli si differenziano in: invernali, estivi e per tutte le stagioni. Le cifre di marcatura si riferiscono alla temperatura in cui il fluido agisce in maniera ottimale: più alta è la cifra, maggiore sarà la temperatura ottimale dell’olio. Facendo un esempio pratico, possiamo analizzare la sigla 10W-40. Si tratta di un olio adatto ad una temperatura dell’aria tra i -30 e i +40°C e che non va bene in presenza di temperature superiori ai +40°C ed inferiori ai -30°C. In questo caso i numeri riportati fanno riferimento alla tabella SAE e non a dei reali valori di temperatura. La presenza di due valori nella suddetta sigla si connette al fatto che la viscosità dell’olio varia chiaramente a seconda della temperatura esterna. A titolo di completezza va ricordato che la viscosità di questi fluidi viene sperimentata a caldo e a freddo attraverso prove di laboratorio. A caldo viene misurato il tempo impiegato da un olio per attraversare un foro a 100°C. Mentre per calcolare la viscosità dell’olio a freddo vengono considerati due valori: il pompaggio ed il cranking. Nel primo caso si prende in considerazione il valore di viscosità durante il funzionamento a basse temperature. Il secondo valore si riferisce invece alla forza impiegata per muovere il cilindro durante l’avviamento del motore.

2) API. In base alla classificazione introdotta dall’“American Petroleum Institute”, gli oli si ripartiscono nei gruppi seguenti:

  1. a) S (service), per i motori a benzina.
  2. b) C (commercial) per i motori a diesel.

A seconda delle caratteristiche dei vari motori, facendo uso delle lettere dell’alfabeto, vengono poi introdotte ulteriori differenziazioni. Ecco alcuni esempi relativi ai motori diesel: API CF (per motori diesel ad iniezione diretta); API CF-2 (per motori diesel a due tempi ad utilizzo severo); API CF-4 (per motori diesel 1990); API CG-4 (per motori diesel in condizioni di utilizzo severo dal 1994).

Va infine ricordata la marcatura EC (Energy Conserving), recentemente introdotta per un tipo di olio motore adatto alle auto di ultima generazione.

3) ACEA. L’ “European Automobile Manufactures Association” differenzia a sua volta gli oli in tre classi in base al loro funzionamento, utilizzando una marcatura di tipo alfanumerico.

  1. a) A/B. Per i motori diesel e a benzina.
  2. b) C. Per motori con catalizzatore o filtri particolari.
  3. c) E. Per i veicoli cargo o veicoli speciali con motore a diesel.

Ma quando va cambiato l’olio?

L’olio motore va cambiato una volta raggiunta la soglia dei 10.000-15.000 km di percorrenza, o almeno una volta all’anno. Si tratta comunque di valori relativi, dal momento che molto dipende dallo stile di guida ed anche dalla qualità delle strade percorse.

Un aumento inconsueto delle emissioni di sostanze inquinanti ed un innalzamento inaspettato dei consumi di carburante sono i segni più evidenti che è giunto il momento di cambiare questo fluido. L’accensione dell’apposita spia sul cruscotto rappresenta il segnale incontrovertibile che l’olio deve essere sostituito. Il cambio dell’olio, non essendo un’operazione particolarmente complicata, può anche essere effettuato in modo autonomo nel garage di casa. Insieme all’olio è raccomandabile anche sostituire il relativo filtro dell’olio.

Ci auguriamo che la lettura di questo articolo sia risultata utile.

Informazioni sulla scelta di olio motori diesel da autoparti.it

Informazioni su olio motori diesel tratte da serialparts.com

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