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Segretario della Cgil lombarda: “Vergogna al Comune di Lodi”

"Si modificano i regolamenti per negare la scuola e la mensa ai bambini".

Segretario della Cgil lombarda: “Vergogna al Comune di Lodi”
Politica Lodi, 15 Ottobre 2018 ore 10:45

Il Segretario della Cgil lombarda Tobia Sertori e le parole di fuoco sull’operato della Giunta Casanova.

Il Segretario della Cgil lombarda

Il clima intorno alle posizioni della Giunta leghista lodigiana sulle agevolazioni negate agli stranieri è sempre più rovente. Dopo che anche il vicepremier Salvini ha inserito la retromarcia ,allineandosi con le posizioni più morbide e in difesa dei bambini stranieri del collega Di Maio, la Casanova resta nell’occhio del ciclone.

“Il caso del Comune di Lodi, guidato dalla sindaca della Lega e dalla sua Giunta, che introducendo una modifica al Regolamento per le prestazioni sociali ha di fatto prodotto e attuato una discriminazione per chi non è cittadino dell’Unione Europea” così  esordisce la lettera indirizzata ai media del Segretario Generale FLC CGIL Lombardia.

“Certificazione impossibile da ottenere”

“I bambini appartenenti a famiglie di origini senegalesi, kenyote, ecuadoregne, peruviane, ecc., non alle famiglie dell’unione europea, devono presentare certificazioni dei paesi di origine in merito a redditi o beni immobili nel proprio paese anche quando questi non ci sono. Salvo alcuni Paesi, la certificazione richiesta dalla sindaca di Lodi è impossibile ottenerla,con la conseguenza che queste famiglie devono pagare l’aliquota massima per mensa e scuolabus che risulta però insostenibile nelle condizioni economiche in cui versano queste famiglie. Così a Lodi oltre duecento bambini che frequentano la scuola dell’infanzia sono esclusi dal servizio mensa, dallo scuolabus perché i loro genitori, stranieri non comunitari, non possono dimostrare la loro condizione di ristrettezze economiche non solo in Italia, ma anche nel paese di provenienza.”

“Campagna discriminatoria”

“Dietro non c’è la normativa a cui attenersi ma c’è una campagna non solo discriminatoria verso i “non italiani” (che, però, non riguarda i cittadini di altri paesi europei) ma una segregazione all’ interno di una scuola dell’infanzia tra bambini di 3/5 anni dove viene negato ad alcuni bambini di mangiare in refettorio e usufruire del pasto,  mandandoli in un’ aula a parte a mangiare il panino portato da casa. Il clima che si è creato nel Paese è una strisciante condivisione verso l’odio razziale, la caccia al diverso, la difesa della “razza” e subito agli occhi ritornano immagini terrificanti, nell’ indifferenza e assenza di reazione nelle persone. Come è possibile attuare una discriminazione nella scuola pubblica, dove la mensa è attività didattica, e dividere bambini di 3-4-5 anni per condizione sociale, economica o di provenienza? Separati in aule diverse e separati nel cibo da mangiare. Bambini umiliati a scuola. Vergognoso! E il Ministro perché non interviene per garantire i diritti dell’infanzia e dell’istruzione? La scuola deve reagire, fare sentire la propria voce, continuando ad insegnare la tolleranza, la solidarietà, la difesa di principi di umanità, di civiltà e democrazia.”

“Si pensi piuttosto ai grandi evasori”

“Non bastano i diritti scritti nelle Carte fondamentali: la Costituzione, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Dobbiamo far sì che la politica innanzitutto le rispetti e i cittadini siano consapevoli che questiprincipi, diritti e valori ci hanno consentito dal dopoguerra ad oggi di vivere in pace e creare una democrazia e una società civile che ha imparato sulla sua pelle la povertà, la guerra, l’emigrazione. E a chi sostiene che questo serve per stanare i furbetti (i poveracci?) o a chi pensa che l’assistenza, la scuola, gli ospedali vadano prima agli italiani, pongo una domanda: ma non è che tra i furbetti non ci sono anche piccoli o grandi evasori italiani, che fanno mancare 200 miliardi allo Stato italiano, miliardi che garantirebbero a tutti risorse per scuola, sanità, pensioni, assistenza e meno disuguaglianza in questo Paese?” conclude Sertori.

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