Punto nascite Codogno, Guerini annuncia un’interrogazione al Ministro della salute

“Scongiurare il rischio che una misura provvisoria diventi una chiusura pernanente e rilanciare la programmazione, nazionale e regionale, per evitare che le carenze di personale investano anche altri servizi”.

Punto nascite Codogno, Guerini annuncia un’interrogazione al Ministro della salute
Casalpusterlengo, 17 Aprile 2018 ore 16:27

Punto nascite Codogno: Lorenzo Guerini parlamentare lodigiano del PD annuncia la presentazione di un’interrogazione al Ministero della salute allo scopo di segnalare le gravi difficoltà che hanno portato alla recente sospensione dell’attività del reparto di maternità.

Punto nascite Codogno

La situazione di crisi del punto nascite dell’ospedale di Codogno sarà portata all’attenzione del Ministro della Salute. L’iniziativa è promossa da Lorenzo Guerini, parlamentare lodigiano del Partito Democratico, che annuncia l’imminente presentazione di una interrogazione, allo scopo di segnalare al Ministero le gravi difficoltà che hanno portato alla recente sospensione delle attività del reparto maternità del presidio ospedaliero codognese e di sollecitare accertamenti che consentano di individuare con precisione le cause del problema e delineare soluzioni che garantiscano per il futuro il ripristino e la continuità dei servizi.

Evitare che la sospensione diventi chiusura

“Bisogna assolutamente evitare che il provvedimento di sospensione, presentato come provvisorio in conseguenza di fatti contingenti, si trasformi in una chiusura permanente – commenta Guerini – Per scongiurare questo rischio è necessario rimuovere alla radice gli ostacoli che attualmente impediscono al reparto di maternità di funzionare correttamente, adottando misure concrete e tempestive, efficaci nell’immediato e sostenibili nel tempo, sulla base di una precisa programmazione. Il punto nascite di Codogno rappresenta un riferimento essenziale per una vasta area territoriale, con una base demografica più che adeguata a giustificare la presenza di un reparto autonomo, come dimostrano i dati. Non siamo infatti in presenza di un intervento di razionalizzazione, giustificato dalla mancanza di requisiti di sostenibilità economica, ma di una carenza organizzativa legata alla disponibilità di un numero insufficiente di operatori. E’ chiaro che di fronte all’eventualità di non riuscire a garantire i dovuti standard di sicurezza la direzione dell’Asst ha preso l’unica decisione al momento possibile, ma il punto è capire perché si sia giunti a questa situazione e come sia possibile superarla”.

Analoghe difficoltà anche in altri reparti

“La questione – aggiunge Guerini – va anche oltre la stretta attualità che interessa la maternità di Codogno e assume un carattere più generale, che investe altre aree dell’organizzazione ospedaliera lodigiana. Se il 15 aprile ha segnato la chiusura (che tutti auspichiamo solo provvisoria) del punto nascite, notizie rilanciate oggi dalla stampa locale segnalano analoghe difficoltà anche per il pronto soccorso pediatrico, che a brevissimo potrebbe trovarsi in identiche condizioni. Di fronte al dato oggettivo di una sempre più vistosa carenza di personale, occorre capire se ciò rientri nel quadro di un fenomeno più esteso, di livello nazionale, o se esistano invece motivi specifici che riguardano la programmazione a livello regionale”.

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