LODI

Messa in sicurezza delle sponde dell'Adda: "Non basterebbe alzare l'argine già esistente"?

Al posto di quelli che definisce interventi "tampone", l'ex consigliere comunale Domenico Ossino ha una proposta risolutiva.

Messa in sicurezza delle sponde dell'Adda: "Non basterebbe alzare l'argine già esistente"?
Politica 22 Giugno 2021 ore 15:47

Perché spendere fondi comunali e regionali nella creazione di interventi "tampone" quando sarebbe possibile innalzare la sponda dell'argine già esistente per mettere in sicurezza la zona? E' questo che si chiede l'ex consigliere comunale Domenico Ossino, che spiega la sua posizione e lancia la sua proposta nella speranza che le istituzioni, attraverso questo ennesimo appello, rispondano alla sua domanda.

Messa in sicurezza delle sponde dell'Adda

"Il Comune di Lodi da mesi sta realizzando un intervento di messa in sicurezza della città sulla tangenziale est che prevede le chiusure di tutti i varchi sotto la tangenziale. E' prevista una chiavica sulla loggia Molina, la chiusura di tre rogge delle paratie mobili e la chiusura di due passaggi, è prevista la realizzazione di manufatti per poter poter mettere delle sbarre da montare durante le allerte. E' un intervento che a mio avviso è tampone perché viene utilizzato un rilevato stradale che deve fungere da argine ma di fatto non lo è.

Così facendo si è deciso di salvare una parte sostanziale della città tralasciando una parte scoperta. Infatti sul lato est della tangenziale vi è un condominio e diverse cascina e proprietà terriere che rimarrebbero fuori dall'intervento nonostante siano zone ad elevato rischio alluvione, aree esondabili."

Lotte cittadine che vanno avanti da anni per raggiungere maggiore sicurezza

"Nel periodo dell'alluvione del 2002 fui uno di quelli coinvolti nell'evento catastrofico, ero a capo di un comitato cittadino, e gli interventi di messa insicurezza fatti negli anni sono il frutto di proteste e osservazioni che come cittadini ci eravamo mossi per ottenere.

Ora esiste un argine secondario attaccato alla tangenziale, creato ancor prima dell'alluvione del 2002,  che mette in sicurezza quelle aree ora non protette. Da tempo vado dicendo e scrivendo chiedendo come mai non viene innalzato questo secondo argine che potrebbe proteggere dal ritorno di piena anche quella parte di cittadinanza non protetta dagli interventi in atto."

In una delle raccomandate mandate negli scorsi mesi da Ossino a Regione, Comune e altri enti, che non hai mai ricevuto riscontro, si chiedeva:

"A fronte di innumerevoli articoli e dichiarazioni letti sulla stampa in questo periodo, sulle opere di difesa spondale di Lodi ed in particolare sulle opere che mancano all’appello, mi preme sollecitare questo intervento oltre quelli da voi previsti; che anch’io a mezzo stampa da anni continuo a richiedere, ossia la necessità del prolungamento dell’argine (pista ciclabile) interrotto alla rotonda a raso dell’ingresso in tangenziale in via Cassano.
E’ necessario che tale argine prosegua per ricongiungersi a quello secondario del fiume Adda in sponda destra, innalzando quest’ultimo alla stessa quota, per far da barriera anch’esso ad il ritorno di piena duecentennale.
Tale tratto di argine parte dal ponte della tangenziale ed arriva fino a dopo la Cascina Barbina, solo a seguito di questo intervento tutta l’area della strada Vicinale per la Valgrassa verrà messa in sicurezza “vera”, salvaguardando i cittadini e le abitazioni.

Sulla sponda sinistra arrivando fino alla Canottieri, prima del ponte della tangenziale, con l’intervento già previsto si mettono in sicurezza tutte le aree residenziali, in sponda destra un uguale intervento è necessario anche dopo il ponte della tangenziale, perché ci sono residenze dopo di esso."

Dalle Istituzioni nessuna risposta

"Ho già scritto più volte a Comune, Provincia e Regione ma non ho ottenuto alcuna risposta. Non chiedo un intervento ex novo, l'argine esiste, bisognerebbe solo rialzarlo per mettere in sicurezza l'area di Cascina Barbinetta. E' una questione che riguarda sicuramente una minoranza, logicamente si è scelto di salvare un'area più vasta che coinvolge più cittadini tralasciandone una che ne coinvolge meno, ma vorrei coinvolgere i consiglieri comunali.

Con questa intervista in concreto vorrei ottenere una risposta da tutti gli interlocutori che ho avuto in questi mesi."

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