Lodi, la guerra ai cinghiali continua

Nel Lodigiano negli ultimi 15 anni danni per mezzo milione Rota: “Necessarie regole certe per contenimento”

Lodi, la guerra ai cinghiali continua
Lodi, 02 Agosto 2019 ore 16:14

Cinghiali, nel Lodigiano danni per mezzo milione Rota: “Necessarie regole certe per contenimento”

La guerra ai cinghiali

Ammontano ad almeno mezzo milione di euro tra incidenti stradali e agricoltura i danni provocati dai cinghiali nel Lodigiano negli ultimi 15 anni. E’ quanto stima la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza dopo gli ultimi avvistamenti di ungulati nel comune di San Fiorano.

Le dichiarazioni di Rota sui “danni da cinghiale”

spiega Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti interprovinciale

“Ma bisogna tener conto che in molti ormai non li denunciano più a causa della burocrazia e dei risarcimenti irrisori. Raccogliamo l’appello del sindaco di San Fiorano, Mario Ghidelli che ha chiesto di segnalare la presenza di cinghiali nei campi intorno al paese. Ancora una volta gli agricoltori sono disponibili a svolgere il ruolo di sentinelle del territorio, affiancando le istituzioni nell’azione di monitoraggio e controllo di un fenomeno che rappresenta un problema di sicurezza pubblica. I cinghiali e gli altri animali selvatici provocano incidenti anche mortali e danneggiano le colture agricole. Va superato l’attuale contesto di incertezza normativa, nella quale la Regione si è mostrata attenta all’esigenza di contenimento della fauna selvatica, ma manca ancora una legge nazionale che dia una vera soluzione al problema. Negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato fino a raggiungere il milione di unità e, secondo stime della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, questi animali hanno provocato nella sola Lombardia circa 400 incidenti stradali dal 2013 ad oggi.

Prosegue l’impegno della Regione contro la diffusione di fauna selvatica

“Grazie alla caccia di selezione attivata dalla Regione Lombardia, in meno di un mese sono stati abbattuti 477 cinghiali: 272 a Como, 127 a Varese, 66 a Lecco e 12 a Brescia, dove l’attivita’ e’ iniziata da pochi giorni”.

Lo fa sapere Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, in merito alla caccia in
selezione al cinghiale.

Numeri importanti, che testimoniano la presenza diffusa di ungulati nella nostra regione e che, ancora una volta, fanno capire le dimensioni della questione. I cinghiali sono un problema per l’agricoltura e per la sicurezza delle persone. Continueremo a dialogare con i territori e con gli altri enti istituzionali, per capire quali possano essere le misure più efficaci e metterle in pratica nel minor tempo possibile

Ringrazio i cacciatori – continua Rolfi – che stanno svolgendo una attività utile a tutta la società. La Regione Lombardia quest’anno ha introdotto anche la pratica del foraggiamento, che si sta rivelando efficace. Per salvaguardare il lavoro dei nostri agricoltori va modificato a livello nazionale il regime de minimis. Gli agricoltori devono essere risarciti integralmente per i danni subiti dalla fauna
selvatica e non solo per il 30 per cento. La Regione prosegue nella propria azione di contrasto alla fauna selvatica, che, dalla pianura alla montagna, sta creando danni enormi. L’alleanza tra agricoltori e cacciatori e’ il primo passo per arginare il problema”.

Anche Baffi all’attacco dei cinghiali

Baffi: “Dati positivi, ma servono le guardie volontarie. L’assessorato regionale all’Agricoltura ha reso noti i dati della caccia di selezione al cinghiale, facendo sapere che in meno di un mese sono stati abbattuti centinaia di capi. A dimostrazione che questo è il metodo di contenimento più efficace, parlano indubbiamente i numeri. D’altra parte, il fenomeno è diventato incontenibile e i danni all’agricoltura, ma non solo, stanno diventando davvero eccessivi”, commenta Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd e componente della VIII Commissione Agricoltura.

Tuttavia, se i primi dati sugli abbattimenti sono positivi, serve però al più presto l’approvazione della norma che autorizza le guardie volontarie a esercitare la selezione per tutto l’anno, altrimenti l’eradicazione del cinghiale dalle zone non vocate alla sua presenza rimarrà un miraggio”, prosegue il consigliere Pd.

La proposta di legge di Semplificazione agricola (la cosiddetta legge Gallinella dal nome del primo firmatario, ndr) prevede la modifica della norma del 1992, la numero 157, per permettere l’utilizzo degli operatori volontari tutto l’anno e rendere finalmente i piani di abbattimento più efficaci e al riparo dai ricorsi, ma è ferma in Parlamento da quasi un anno. Il Governo gialloverde non trova l’accordo nemmeno su questa emergenza, che tutte le Regioni hanno sottolineato. La Lombardia faccia sentire la sua voce: si è già perso troppo tempo”.

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