Lodi Civica intervista a Milanesi: “Lodi trattata come città dormitorio, scelte antiliberali”

Francesco Milanesi di Lodi Civica denuncia: "La Giunta Casanova in termini di bilancio ha compiuto scelte che penalizzano fortemente le famiglie, le associazioni e i più deboli".

Lodi Civica intervista a Milanesi: “Lodi trattata come città dormitorio, scelte antiliberali”
Lodi, 20 Marzo 2018 ore 17:47

Lodi Civica parla della Lodi che vorrebbe realizzare. Nell’intervista con Francesco Milanesi abbiamo scandagliato i nodi che l’opposizione ritiene capitali da sciogliere. Milanesi ritiene che l’attuale Giunta Casanova abbia preso delle misure antiliberali che penalizzerebbero economia e famiglie.

Lodi Civica: vogliamo sicurezza, sostenibilità e inclusione

Se dovesse scegliere 3 parole che riassumano le priorità di Lodi Civica quali sarebbero?

Noi vogliamo una città inclusiva, sicura e sostenibile. È la linea-guida che abbiamo stabilito insieme alla nostra coalizione e che stiamo portando avanti. Una città inclusiva, dove nessuno rimanga indietro e dove merito e competenze vengano valorizzate. Una Lodi sicura, dove coesione sociale e senso di appartenenza vadano a braccetto per mantenere un contesto urbano vivo e vivibile. Una città sostenibile, nell’urbanistica, nei collegamenti, nei consumi.

I risultati delle ultime elezioni premiano la Lega

Il risultato nella Bassa delle recenti elezioni rispecchia l’orientamento leghista della giunta Lodigiana, va letto come una sorta di conferma dell’operato del gruppo Casanova da parte dei cittadini?

Il risultato delle ultime elezioni va letto più sotto la luce di un avanzamento europeo delle destre, (purtroppo anche di quelle estremiste), e di un arretramento di una sinistra che, nonostante abbia fatto cose molto positive, non ha saputo più parlare nè al cuore, né alla testa della persone. Non credo quindi che sia una sorta di voto sull’operato della giunta Casanova.

Ha sostenuto che il governo cittadino abbia approvato “misure antiliberali” cosa intende nel pratico?

Sì, soprattutto nel bilancio ha compiuto scelte che penalizzano fortemente le famiglie, le associazioni e i più deboli. L’innalzamento della Tari del 5% e della mancata diminuzione delle tariffe pre e post scuola sono i primi esempi di misure che di liberale hanno poco e che penalizzano ceto medio e fasce più deboli. Le associazioni che si sono trovate dall’oggi al domani, senza sapere nulla, nuove tariffe sugli spazi culturali, sportivi e di aggregazione, hanno ricevuto una sonora bastonata. Mi chiedo come una giunta con una componente liberale così marcata (rappresentata dal vicesindaco Maggi), possa approvare aumenti di tasse e tariffe in questo modo.

Attrarre, rilanciare, dialogare e osare

Quali sono, a vostro avviso, le questioni inerenti la città che non sono state gestite adeguatamente  e come le avreste risolte voi?

Per noi Lodi deve essere capoluogo, con la C maiuscola, deve avere l’onere e l’onore di trainare il territorio lodigiano. Invece la giunta sembra chiamarsi fuori da troppe partite importanti per tutta la provincia: manda a mare Sogir sulla raccolta rifiuti coinvolgendo altri comuni con riflessi economici ed organizzativi negativi. Sogir andava resa operativa con un risvolto economico positivo per i comuni aderenti scongiurando il rischio di infiltrazioni malavitose. Il Parco tecnologico padano, eccellenza europea, va gestito con equilibrio e presentato un nuovo progetto con idee, tempi e modalità per un rilancio. Solo così si possono attrarre nuovi investitori (come l’ente C.r.e.a) e trovare un accordo con le banche. Non certo con la minaccia di un concordato preventivo. Con il consorzio dei servizi alla persona, che gestisce questioni delicate con attenzione sulle fasce più deboli e le disabilità, occorre essere un traino per promuovere le attività; invece nel documento di programmazione non c’è nemmeno un accenno sulla strada da intraprendere. Ci sono poi opere come l’allargamento del sottopasso di via Nino d’alloro che vanno messe in agenda già dal 2018 e non è stato fatto, sulla rotonda di via San Colombano, che ha un impatto sulla viabilità anche intorno a Lodi, sulla quale occorre concretizzare il dialogo positivo che negli scorsi anni si è instaurato con il ministero ed infine sull’area ex atm dove ci sono somme di una fidejussione vincolata per chiudere quella ferita per il quartiere e per la città.

In conclusione ricordo che è troppo importante valorizzare il patrimonio umano e intellettuale delle associazioni di qualsiasi genere, affinchè Lodi possa essere davvero viva, inclusiva e sicura e non una città dormitorio come qualcuno vorrebbe.

 

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