Le Sardine arrivano a Lodi: non scendono in piazza (per ora), ma si fanno sentire

"Ormai sembra che si possa dire e fare tutto senza conseguenze, per questo nascono le Sardine di Lodi".

Le Sardine arrivano a Lodi: non scendono in piazza (per ora), ma si fanno sentire
Lodi, 25 Novembre 2019 ore 18:01

E’ così: le sardine sono arrivate anche a Lodi. Per ora un po’ meno appariscenti che a Bologna, per ora un po’ più silenziose rispetto a quelle di Rimini, ma altrettanto stanche di una politica che non li rappresenta.

Le dichiarazioni della promotrice lodigiana

Siamo riusciti ad intervistare Elo de Agostini, la giovane 32enne lodigiana che insieme all’amica Chiara Valenzano ha accolto la sfida di una nuova visione politica, quella delle Sardine, e l’ha lanciata sul nostro territorio.

Da dove è nata l’idea delle Sardine di Lodi?

“Tempo fa sono stata invitata in un gruppo creato da una ragazza piemontese che era nato come movimento territoriale ma che nel giro di poco ha avuto così tante adesioni che il gruppo non si è più rifatto solo al Piemonte ma anche ad una buona parte del nord Italia, quindi l’organizzatrice ha deciso di cambiare il nome in “Sardine Vagabonde“.

Io ho pensato di invitare in maniera massiccia persone che potevano essere interessate a conoscere le motivazioni delle Sardine partite da Bologna. Ci siamo sentiti al telefono e per messaggio, cercando di capire se anche tra di noi ci fossero altri con le stesse motivazioni.”

Che cosa volete comunicare?

“Non vogliamo creare uno scalpore mediatico gigantesco ma solo aderire al fenomeno delle Sardine. Siamo un gruppo di persone – tante, sempre di più – che si sono stancate della narrazione politica di questi ultimi anni, che si erge sugli sfottò, sulla circolazione di notizie non vere e di cui non ci si può mai fidare o di cui comunque viene sempre data una lettura non corretta. Siamo stanchi di una politica che punta alla pancia delle persone e che fomenta la paura, non è la politica seria che noi vogliamo.

La maggior parte di noi non ha mai visto una politica differente da questa, che però esiste e che vogliamo scoprire. Abbiamo ascoltato gli amici bolognesi e abbiamo deciso che ci saremmo stati anche noi, che siamo sardine perchè siamo tanti e per starci tutti dobbiamo stringerci.

Ora si dice che il pesce puzza dopo tre giorni, che i gattini ci mangiano.. ma fate quello che volete, mangiateci pure, noi ci siamo lo stesso e siamo sempre di più“.

I lodigiani come reagiscono a questa iniziativa?

“Stanno aderendo in tanti, abbiamo creato un manifesto lodigiano in linea con quello bolognese che a breve presenteremo e stiamo raccogliendo delle firme.

Non vogliamo scendere in piazza, in questo momento sono altre le piazze italiane che hanno bisogno di questo tipo di manifestazioni, noi abbiamo un’amministrazione che già ci ha fatto scendere a manifestare tempo fa con per le mense, ma non è questo il momento per “le Sardine” di Lodi.”

Se non volete scendere in piazza perché raccogliete le firme?

Raccogliamo le firme per non far sentire orfano nessuno, sono tanti a non sentirsi rappresentati da nessun partito ma che fanno tanto in termini di impegno civile, molti non amano questo modo di fare politica perché non li rappresenta, ma amano le proprie città e vogliono il meglio per loro. Non si manifesta solo scendendo in piazza, la politica della destra estrema è fatta in rete, ad oggi c’è un altro tipologia di dialogo ed è giusto utilizzare anche questo per contrastarla.

Gli atti di discriminazione sono sempre di più, ormai sembra che si possa dire e fare tutto senza conseguenze, si può diffondere una notizia sbagliata e che fomenta odio senza venir puniti o essere punibili. Per questo nascono le “Sardine di Lodi””.

(Immagine di copertina tratta da Instagram e pubblicata da Giuseppecalmo)

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