Parole di fuoco

La mancata sfiducia a Fontana e l’ira dei democratici per la scelta di Baffi

Per i dem sono inaccettabili le accuse nei confronti del Pd avanzate dalla renziana.

La mancata sfiducia a Fontana e l’ira dei democratici per la scelta di Baffi
Basso Lodigiano, 09 Settembre 2020 ore 09:30

“Anche in occasione del dibattito sulla mozione di sfiducia a Fontana da Patrizia Baffi inaccettabili accuse nei confronti del Pd.” Così reagiscono gli ex compagni democratici dell’ormai renziana Patrizia Baffi, consigliere regionale di Italia Viva che nella giornata di ieri non ha votato la sfiducia a Fontana dichiarando che “La mozione di sfiducia al Presidente Fontana, presentata oggi in aula consiliare, è la mera rappresentazione di un inutile gioco delle parti, di cui la Lombardia ed i cittadini non hanno bisogno”  (Leggi qui l’intera dichiarazione)

La rabbia degli ex compagni di Partito della renziana Baffi

“Le motivazioni invocate oggi nell’aula del Consiglio Regionale da Patrizia Baffi per giustificare la scelta di non sostenere la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente Fontana appoggiata unitariamente da tutte le minoranze rappresentano l’ennesimo oltraggio da parte sua alle aspettative degli elettori e della comunità politica che nel 2018 si sono impegnati a suo favore con il loro voto ed il loro supporto organizzativo.
Il Pd a suo tempo ha preso atto della defezione di Patrizia Baffi con amarezza ma con il rispetto che si deve nei confronti di ogni libera decisione (rispetto che non preclude il diritto alla critica, anche aspra), ma oggi non può accettare che chi ha abdicato dal compito di portare la voce dei Democratici lodigiani in Consiglio Regionale si spinga ad accusarci di non avere nulla di democratico, di essere forcaioli e (niente meno) alimentare “un clima da anni di piombo”.

Una mozione di sfiducia non è una perdita di tempo

“Bollare la mozione di sfiducia come “una perdita di tempo” getta già di per sé un’ombra inquietante sull’idea di confronto all’interno delle istituzioni che ha la Baffi, che comunque prima di non partecipare al voto ha trovato senza difficoltà il tempo per un intervento concepito per scatenare l’entusiasmo da stadio della maggioranza.
Ogni cosa ha un limite, tuttavia, ed oggi Patrizia Baffi non è stata in grado di riconoscerlo e di non oltrepassarlo: nei mesi più terribili dell’emergenza sanitaria sono stati tanti (troppi) quelli che hanno “guardato negli occhi la morte”, una drammatica condizione che purtroppo nel nostro territorio è stata esperienza diffusa e condivisa, ma che nessuno sino ad oggi si era mai permesso di rivendicare come attribuzione personale e di usare come strumento di polemica, rinfacciandolo agli avversari politici.”

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