Isola Carolina rabbia del Pd “Nessun rispetto per la storia e per il verde”

Dispersione di un patrimonio arboreo di quasi 70 anni e altri nodi preoccupanti legati a progetto secondo il Pd di Lodi.

Isola Carolina rabbia del Pd “Nessun rispetto per la storia e per il verde”
Lodi, 25 Maggio 2018 ore 16:31

Isola Carolina: non ci sta il Pd di Lodi che affonda.

Isola Carolina

L’Isola Carolina verrà rilanciata, il sindaco Casanova avanza il progetto dell’amministrazione comunale. L’idea è di recuperare il progetto dell’architetto Marco Bay di Milano vincitore nel 2007 di un apposito concorso di idee e che prevede la realizzazione di radure con prati per il gioco e il relax, una nuova lunga passeggiata e spazio dedicati a un punto di ristoro.

La rabbia del Pd

Non è dell’avviso che si tratti di un’operazione positiva il Pd di Lodi che dichiara: “Ci chiediamo il perché di una inutile e dannosa strage di alberi. Di un’ordalia di motoseghe. Quale rispetto per il verde e la storia del più importante parco cittadino? La riqualificazione dell’Isola Carolina nasce sotto pessimi auspici, sia per i principi che ispirano l’intervento che per una procedura quantomeno “anomala”. L’aspetto più grave riguarda lo stravolgimento dell’identità della più importante area verde attrezzata della città, che da parco boscato diventerà un giardino, con il taglio di ben 107 piante di altezza compresa tra 10 e 20 metri, che verranno sostituite con un elevato numero di arbusti e alberi di bassa altezza, modificando drasticamente funzioni, assetto e microclima dell’area.”

Solo 4 su 107 alberi

“E’ opportuno sottolineare che solo 4 di questi 107 alberi sono in condizioni che richiedono l’abbattimento per motivi di sicurezza: tutti gli altri sono in soddisfacente stato di salute ma verranno ugualmente sacrificati, disperdendo un patrimonio arboreo con quasi 70 anni di età, legato alla storia stessa dell’Isola Carolina. Rispetto al progetto preliminare approvato nel 2016, le nuove linee guida risultano gravemente deficitarie per molti aspetti: nel conto economico da 1,3 milioni di euro non sono compresi i giochi per i bambini e la pavimentazione antitrauma, per i quali si sostiene di “valutare la possibilità di uno sponsor” (e se non lo si trovasse?), e non c’è traccia neppure del bar (chi lo costruirà? Il Comune con un progetto a parte, salvo poi affidarne la gestione a terzi? oppure direttamente i privati, su area pubblica data in concessione?); tra gli interventi non sono previsti la pista di pattinaggio (ma come? nella città che impazzisce per il terzo scudetto dell’Amatori?) né l’area cani; lo studio non prende minimamente in considerazione il tema degli accessi (rampa di via del Guasto, scivolo di piazza Castello, sottopasso tra viale Dalmazia e via D’Azeglio) ed in particolare dell’abbattimento delle barriere architettoniche; nella planimetria di progetto sparisce il tracciato del trenino; con l’arretramento della recinzione, il viale perimetrale lungo il quale generazioni di lodigiani hanno imparato a stare in bicicletta diventerà nient’altro che un percorso pedonale parallelo al marciapiede di viale Dalmazia (altro che “promenade”…); il fossato del Castello non viene più inglobato nel parco, restando perciò isolato e non fruibile” continua il gruppo di Centrosinistra.

Dubbi procedurali

“Quanto alla procedura seguita, sembra scritta dallo sceneggiatore di “Ritorno al futuro”. Il 22 maggio la giunta delibera di revocare il progetto preliminare del 2016, approva lo studio di fattibilità elaborato dall’ufficio tecnico e attiva le procedure per conferire il nuovo incarico di progettazione definitiva. Il 24 maggio, con determina dirigenziale viene approvato il disciplinare di incarico (42.000 euro a trattativa diretta), che prevede la consegna del progetto definitivo di un intervento da 1,3 milioni di euro entro il 28 maggio (5 giorni…), perché tutto deve essere pronto per presentare la richiesta di accesso ai Fondi Emblematici della Fondazione Cariplo entro la scadenza del 31 maggio! Immaginiamo il progettista prono giorno e notte sulla scrivania, compresi sabato e domenica, per rispettare la consegna. Si scopre poi che con rare doti di preveggenza, nella relazione, datata 8 maggio, allegata alla determina sul disciplinare di incarico, si cita come cosa fatta la delibera di giunta del successivo 22 maggio. Intanto, l’intuitivo “incaricando” sembrerebbe essersi già messo al lavoro in anticipo, tanto da produrre 10 giorni prima di ricevere l’incarico il computo metrico estimativo allegato allo studio di fattibilità (datato “Milano 14 maggio 2018” e basato sul Listino Prezzi del Comune di Milano). Tutti aspetti che sarebbe opportuno chiarire, al netto del giudizio negativo sull’idea che questa giunta ha del futuro dell’Isola Carolina”.

 

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