Lodi

Ex Consorzio Agrario: “Il problema non è l’Esselunga, ma il progetto. Non è il chi, ma il come”

L'analisi di Legambiente e Lodi Vivibile.

Ex Consorzio Agrario: “Il problema non è l’Esselunga, ma il progetto. Non è il chi, ma il come”
Lodi, 03 Settembre 2020 ore 14:38

Continua la diatriba sulla riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario: “Il problema non è l’Esselunga, ma il progetto. Non è il chi, ma il come”. L’analisi di Legambiente e Lodi Vivibile.

Ex Consorzio Agrario: “Il problema non è l’Esselunga, ma il progetto”

Il problema non è l’Esselunga, ma il progetto. Non è il chi, ma il come. Facciamo un esempio. Prendiamo un luogo diverso, ma sempre un operatore immobiliare che opera per Esselunga, con analoga superficie commerciale proposta inizialmente: il Superstore Esselunga di Viale Famagosta, aperto alla periferia di Milano a fine 2018.

La superficie commerciale di vendita al dettaglio che era stata dichiarata è uguale a quella prevista a Lodi, 2.500 metri quadri. Ma la superficie commerciale coperta e servizi connessi era decisamente più contenuta, altri 1.800 mq, totale 4.300, non quasi 7.500 mq come a Lodi, che insospettisce sulle tentazioni espansive che possono nascere in seguito.

L’analisi

E in cambio cosa ottiene il comune di Milano, allo scopo di salvaguardare il “bene comune” per il quartiere e la città? Intanto, come ben spiegato anche dalla stessa Esselunga, il parcheggio al servizio dell’area commerciale (500 posti auto) è previsto su due piani, sotterranei e coperti, per occupare meno superficie utile. Oltre alle rotatorie, alla strada di raccordo e pista ciclabile utili all’accesso al negozio (come a Lodi), viene ripristinata ed estesa la piazza pubblica di raccordo con l’uscita dalla stazione della metropolitana, con tanto di porticato e fioriere. Il doppio degli occupati: 137 totali, 75 dei quali nuovi assunti. A Lodi se ne promettono “solo” 50, con una superficie commerciale ben superiore.

Le altre informazioni le abbiamo chieste al Comune di Milano, ecco, solo per capire lo sviluppo di questo progetto. Parte dell’area era comunale ed è stata venduta ad Esselunga con l’accordo di realizzare alcune opere, il tutto descritto nella convenzione decennale stipulata con l’approvazione del Piano particolareggiato, scusate numeri e gergo “tecnico”: oneri a scomputo 9.793.029,16 euro, di cui oneri di urbanizzazione per la sola Esselunga pari a 1.065.093,63 euro. Area così suddivisa: 25.866 mq edilizia di cui 2.500 + 1.800 commerciali, 12.000 mq di residenza temporanea sociale, il resto terziario direzionale, ricettivo, spettacoli. Altri 3.000 mq destinati a servizi pubblici (mix funzionale,con piazza e giardini non a scomputo).

Il Comune di Milano ha ottenuto 12.000 mq di abitazioni per tutti, circa 80 appartamenti dihousing sociale, per giovani coppie, persone meno abbienti, lavoratori, anche residenze temporanee. E in più quasi altrettanto di mix funzionale, servizi e attività economiche, come incubatori d’impresa, area start-up, luoghi di lavoro in “co-working”, anche a distanza, (perché dopo il Covid- 19 non si va più tutti i giorni a lavorare, ma non si può neppure stare tutti a casa): tutti spazi e locali che saranno posti in vendita o ceduti in gestione a società di scopo.

Insomma a Milano sono state realizzate cose utili alla città (tre quarti dell’intervento), che evitano di doverle costruire da altre parti con altre colate di cemento e nuovo consumo di suolo. Si realizza così un “eco-quartiere” a tutti gli effetti, perché – a cominciare dal centro commerciale – tutta edilizia in “classe A”, con pannelli solari fotovoltaici. Speriamo anche che saranno (come Legambiente ha proposto anche a Lodi), impianti per una o più “comunità energetiche” locali costituite da condomini, negozi e piccole attività economiche che si producono e consumano l’energia che serve.

E a Lodi?

A Lodi cosa prevede il piano pubblicato dal Comune? L’allargamento della stazione dei bus (prevista nel PGT), purtroppo lontana dall’accesso alla ferrovia e una sessantina di parcheggi auto per i pendolari, ma nel punto più lontano all’accesso alla stazione ferroviaria (via Visconti). Non una stazione coperta per biciclette, nessun sottopasso o passerella (c’era tra i progetti del Politecnico) di attraversamento ciclopedonale della ferrovia con nuovi accessi ai binari, di cui si è già parlato anche in Consiglio comunale e con RFI: ce ne sarebbe un gran bisogno. Basti pensare che l’incrocio su via Sforza è pericoloso per i ciclisti, luogo di investimenti, talvolta anche mortali.

L’area verde sgambatura cani (4 alberi alto fusto), l’area rifugio comunità gatti (tutte comunali, pubbliche) regalate al parcheggio del centro commerciale in cambio della predisposizione in altre aree pubbliche molto più lontane. I 7 alberi all’incrocio tra via San Bassiano e via Polenghi sono tutti tagliati a servizio del megastore-ipermercato e alle manovre degli autoarticolati che debbono fornire le merci da porre in vendita.

E infine, cosa si farà mai nei 7.400 mq di superficie di vendita degli edifici progettati, oltre ai 2.500 destinati alla vendita al dettaglio? Si aspetta che Esselunga presenti variante per espandersi, per realizzare un centro logistico di consegna a domicilio (nuovo traffico)? Oppure il Comune chiederà, come a Milano, di ospitare servizi e attività utili alla città? Perché il Comune non coinvolge associazioni ed operatori economici di Lodi per farsi aiutare?

“Rivedere il progetto”

Ecco perché il progetto non ci piace. Pensiamo che il Comune di Lodi dovrebbe, in sede negoziale, prima dell’approvazione della variante e di stipula della convenzione, rivedere il progetto per difendere il bene comune della città e della comunità lodigiana. Anche tenendo conto di altre esigenze specifiche della nostra città.

Non solo housing sociale o co-working come a Milano. Ad esempio: una palestra al servizio dei plessi scolastici della zona? Problema spinoso, aggravato con l’emergenza Covid. Anche a disposizione (ai pomeriggi o sere) delle associazioni sportive del territorio. Se non nell’area ex Consorzio, possibile recuperare spazi all’ex Linificio?

Altro esempio: luoghi e spazi aggregazione per giovani e anziani. L’ex dopolavoro del Consorzio, ex circolo Acli, non potrebbe essere recuperato allo scopo, ceduto al Comune e concordato con il CSV all’autogestione delle associazioni del territorio?

L’altra sera, insieme al coordinamento Lodi Vivibile, abbiamo deciso di interpellare noi associazioni e forze sociali di Lodi e convocare insieme una pubblica assemblea il 17 settembre sera.

Andrea Poggio, per Legambiente e Lodi Vivibile

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