Precisazioni pungenti

Esselunga, Coordinamento Lodi Vivibile: “Vogliamo partecipazione, non propaganda”

" Se davvero si tratta di “un’eccezionale opportunità” perchè è stato tenuto nascosto per più di un anno e mezzo?"

Esselunga, Coordinamento Lodi Vivibile: “Vogliamo partecipazione, non propaganda”
Lodi, 06 Agosto 2020 ore 09:43

Il Coordinamento Lodi Vivibile – formato da cittadini, associazioni e esponenti dell’opposizione comunale – sta nelle ultime settimane combattendo con le unghie e con i denti una battaglia difficile da vincere, contro la creazione dell’Esselunga là dove ora sorge l’ex Consorzio Agrario. In una nota il Coordinamento ha voluto specificare alcune informazioni che ha ritenuto essere poco chiare, diffuse nelle scorse settimane dalla maggioranza.

Cioè che ormai da diverso tempo viene lamentato dal Coordinamento è la poca trasparenza con cui è stata effettuata questa decisione, di cui i consiglieri di minoranza non sono stati a conoscenza fino “a cose fatte”, come ci spiegò la consigliera comunale Laura Tagliaferri in un’intervista. 

I cittadini contrari alla costruzione del megastore (così come quelli favorevoli) sono molti, ma la Giunta Casanova non sembra interessata a fermarsi ad ascoltare: ecco allora che a puntualizzare alcuni passaggi è il Coordinamento Lodi Vivibile.

Il comunicato del Coordinamento Lodi Vivibile

Nella lettera dei capigruppo di maggioranzadel 18 luglio ci sono diverse affermazioni inesatte.

Ne mostriamo solo alcune.
1) “La superficie di vendita della media struttura di cui è prevista la realizzazione all’interno dell’area dell’Ex Consorzio si estende per 2500 mq, in base a quanto stabilito dal Piano di Governo del Territorio del Comune di Lodi.”
Non è così: per costruire questa superficie di vendita di 2500 mq è necessaria una variante al Piano di Governo del Territorio, proprio perché in quell’area non è ammessa una struttura di quel tipo. Il PGT prevede infatti che nell’area possano sorgere edifici residenziali e per uffici.

2) “Un ulteriore ampliamento non sarebbe plausibile né sotto il profilo amministrativo, né sotto il profilo degli spazi a disposizione che, essendo limitati, non consentirebbero un’espansione”.
No: l’espansione è possibile perché la superficie costruita è di 7400 mq, e anche i parcheggi che nel progetto sono previsti a servizio dell’area commerciale sono molto superiori a quelli che sarebbero necessari se la superficie di vendita fosse realmente di soli 2500 mq: non si capirebbe perché costruire parcheggi in numero sovrabbondante, con i costi che questo comporta, se l’obiettivo non fosse quello di ampliare in un secondo momento la struttura di vendita (come già successo in diversi comuni lombardi) Nella relazione redatta dall’esperto di commercio incaricato dall’amministrazione comunale si legge poi che per via della liberalizzazione dei servizi non si possono mettere vincoli alle strutture commerciali: il fatto che il Comune abbia approvato questa relazione di fatto rende probabili ampliamenti futuri.

“Moria delle attività commerciali”

3) “Si grida allo scandalo perché l’arrivo di Esselunga provocherà una moria di attività commerciali nella zona e sono proprio gli esponenti del PD ad alzare la voce, gli stessi che, quando erano al governo della città, nulla hanno fatto per combattere la desertificazione commerciale”.
È molto preoccupante che secondo i capigruppo di maggioranza questo intervento “provocherà una moria di attività commerciali”, fatto in sé molto grave in una città come Lodi da anni in sofferenza e che la pandemia da Covid-19 ha colpito duramente, mettendo a rischio imprese, negozi e posti di lavoro. Giustamente c’è da esserne molto preoccupati, indipendentemente da quanto non avrebbero fatto altre Amministrazioni precedenti. La dimensione totale della nuova area commerciale (7500 mq) è quasi tre volte quella della Conad di via Cavezzali e del 20% maggiore di quella nuova Coop (6200 mq), che comunque è ai margini della città ed era presente a Lodi già da diversi decenni.

Rivoluzione viabilistica?

4) “Per Lodi infatti si prospetta una vera e propria rivoluzione viabilistica, non certo solo a servizio del supermercato, ma dell’intero capoluogo, volta a rendere il traffico più scorrevole in una zona (Viale Agnelli, via Trento Trieste, P.le Medaglie d’Oro, etc.) dove la circolazione è storicamente congestionata.”
Come si può leggere nei documenti approvati dal Comune, la grande area commerciale porterà più traffico e più inquinamento nelle strade di Lodi. Fatto particolarmente preoccupante, la struttura di vendita dovrebbe sorgere nelle vicinanze di uno dei plessi scolastici più importanti della città, aumentando il carico di colonne di veicoli e smog. Le rotonde non fanno scomparire il traffico, in molte strade come Via Sforza e Via San Bassiano aumenterà traffico e rumore. Per alcuni incroci in cui già oggi c’è coda (ad esempio l’incrocio Via Sforza-Viale Pavia) non è previsto nulla. Tra l’altro, proprio lungo via Sforza passeranno gli autoarticolati che riforniranno il supermercato, andando ad aggravare una situazione già critica.

Perchè un'”eccezionale opportunità” è stata tenuta nascosta

Ci siano poi consentite alcune riflessioni più generali. Se davvero si trattasse di “un’eccezionale opportunità” per la città, perché il PII è stato tenuto nascosto (non è possibile trovare altra espressione) per più di un anno e mezzo? Forse perché chi ha portato avanti la procedura ha dato garanzie al soggetto che intende costruire l’area commerciale che avrebbe avrebbe avuto campo libero per la variante delle regole esistenti del PGT? Il sospetto viene, perché ancora oggi, a fronte di un intervento che può condizionare lo sviluppo della città per i prossimi decenni, non c’è stato alcun coinvolgimento della cittadinanza, a cui il progetto è stato presentato a metà luglio con un file pdf propagandistico di poche pagine che, ovviamente, tace tutte le criticità dell’intervento. Sospetto aggravato anche dalla fretta con cui l’amministrazione, approfittando del periodo estivo, sta cercando di chiudere la pratica evitando qualsiasi confronto.
Un’ultima, necessaria, puntualizzazione. Il Consorzio agrario fino al 2013 era in attività, come può testimoniare chiunque conosca l’area. Cosa che, evidentemente, non vale per i sottoscrittori della lettera, che incolpano le scorse amministrazioni di non aver loro approvati piani di recupero dell’area.

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