Caso mensa, la Lega è compatta “Rispettiamo la sentenza ma non cambiamo idea”

"Come Lega non cambiamo idea e andiamo avanti ad appoggiare la norma di buon senso varata dal Comune di Lodi".

Caso mensa, la Lega è compatta “Rispettiamo la sentenza ma non cambiamo idea”
Politica Lodi, 17 Dicembre 2018 ore 11:57

Caso mense: la Lega risponde con fermezza alla sentenza del Tribunale di Milano che li invita a modificare il regolamento, giudicato discriminatorio.

Caso mensa

“Ci deve essere uguale trattamento per tutti, altrimenti ad essere discriminati saranno i cittadini italiani e in questo caso le famiglie lodigiane”. Ha dichiarato il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli. “Condizioni uguali per tutti? No, non è così e a questo punto il discorso vale anche per gli anziani. Se l’indigenza non vale per chi possiede un immobile, magari acquistato mangiando cipolle per pagare il mutuo, è chiaro che allora le tariffe agevolate o i sussidi diventano tutti esclusivi per gli immigrati che raramente acquistano casa. Questo è il vero discrimine, chi ha un alloggio e magari campa con uno stipendio da 1200 euro e ne paga 500 di mutuo è considerato non indigente rispetto a chi con gli stessi 1200 euro e un affitto da 500 non è proprietario di una casa. Se funziona così allora quasi tutte le esenzioni andranno solo agli immigrati. non credo che il discrimine basato sull’Isee sia giusto. Ma perché il Comune di Lodi deve dare la mensa gratis a famiglie che non dimostrano di non possedere immobili in patria? Giusto aiutare tutti, famiglie immigrate incluse ci mancherebbe, ma giusto anche pretendere di poter verificare se possiedono appartamenti in Marocco, Egitto o Pakistan”.

Onorevole Grimoldi

Anche l’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda, entra nella discussione:

“Come Lega non cambiamo idea e andiamo avanti ad appoggiare la norma di buon senso varata dal Comune di Lodi, con voto del consiglio comunale, che semplicemente chiede ai cittadini extracomunitari di dimostrare con un atto certificato dal loro Stato di provenienza di non possedere beni immobili. Perché bisogna regalare la mensa gratuita a chi magari in patria è proprietario di immobili? Perché un cittadino italiano per accedere ad una tariffa agevolata deve dimostrare di non possedere immobili e pretendere altrettanto da un cittadino extra UE è discriminatorio?
Sindaco Casanova vai avanti, siamo con te.”

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