Barriere architettoniche, pronti i contributi per le case dei disabili

Contributi a disposizione di chi è disabile o ne assiste uno e ha in casa delle barriere architettoniche da eliminare.

Barriere architettoniche, pronti i contributi per le case dei disabili
27 Agosto 2018 ore 10:05

Tanti i contributi a fondo perduto messi a disposizione da Regione Lombardia per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Barriere architettoniche, una mano pubblica per abbatterle

Sette milioni e mezzo di euro di contributi a fondo perduto a favore di cittadini disabili, delle persone che li hanno in carico e dei condomini dove risiedono, per abbattere le barriere architettoniche e rendere più accessibili le loro abitazioni. E’ l’iniziativa lanciata da Regione Lombardia.

Le opere finanziabili

Tra le opere finanziabili rientrano i montascale, pedane elevatrici, ascensori;. Ma anche  l’adattamento dei sevizi
igienici e l’allargamento delle porte. Inoltre, la predisposizione dei videocitofoni e dei sistemi di automazione per porte e cancelli. Tutto ciò, insomma, che può servire a rendere una casa priva di barriere architettoniche, e quindi vivibile appieno anche da un disabile.

Come presentare la domanda

Come chiedere i fondi? Serve compilare un apposito modulo, con allegato il preventivo dell’intervento da realizzare e il certificato medico che provi la presenza di una disabilità. C’è tempo fino al 2 marzo per presentare la domanda, che a consegnata al Comune dove si trova l’alloggio di residenza. Le domande saranno valutate in base all’ordine cronologico, dando priorità alle disabilità al 100%.

I contributi

Quanto si può chiedere e ricevere? Tutto varia a seconda della spesa totale preventivata. Per una spesa fino ai 2500 euro, la Regione coprirà l’intero costo. Per cifre superiori la quota viene incrementata fino a 7mila euro. Per esempio, se il preventivo è da 5mila euro, il cittadino riceverà un contributo di 2500 euro più il 25% della quota rimanente (625 euro in quest’esempio). In totale, riceverà quindi 3125 euro. Dopo aver depositato la domanda, spetterà al Comune inviare un funzionario sul posto per verificare l’esistenza di una barriera architettonica. Non appena il Comune ammette la domanda al contributo il cittadino può procedere a realizzare l’opera, anche se questo non gli darà  diritto ‘automatico’ al contributo,  subordinato alla disponibilità delle risorse.

Quando si ottiene

L’iter per ricevere i contributi non è immediato. Raccolte le domande, e verificata la loro correttezza, la Regione comunica l’elenco dei richiedenti al Ministero di competenza entro maggio. Completata questa fase, il Ministero provvede alla ripartizione dei fondi in base alle richieste inviate dalle Regioni. Queste, ricevuti i fondi, li trasmette ai Comuni che, a loro volta, le liquidano ai cittadini. “Per molti anni il Ministero non ha messo a disposizione le risorse e alcune Regioni, come la Lombardia – fanno sapere dalla Regione –  finchè è stato possibile hanno fatto fronte alle richieste con finanziamenti propri”.

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