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Baffi (Italia Viva): “Caso Auchan: richiesta urgente verifica tecnica agli uffici regionali”

E' di questi giorni l’annuncio del mancato passaggio a Conad di parte dei dipendenti del supermercato di San Rocco, a cui si prospetta la cassa integrazione a zero ore per i prossimi mesi.

Baffi (Italia Viva): “Caso Auchan: richiesta urgente verifica tecnica agli uffici regionali”
Politica Lodi, 01 Settembre 2020 ore 17:00

Baffi (Italia Viva): “Caso Auchan: richiesta una urgente verifica tecnica agli uffici regionali”. Dipendenti del supermercato di San Rocco in allarme per il mancato passaggio a Conad.

Baffi (Italia Viva): “Caso Auchan: richiesta urgente verifica tecnica agli uffici regionali”

“A tutela dei lavoratori ex Auchan ho chiesto agli uffici regionali una urgente verifica tecnica degli ammortizzatori sociali da poter utilizzare rispetto ai potenziali esuberi” dichiara il Consigliere Regionale di Italia Viva, Patrizia Baffi. “In questi giorni l’annuncio del mancato passaggio a Conad di parte dei dipendenti del supermercato di San Rocco, a cui si prospetta, quale unica certezza, la cassa integrazione a zero ore per i prossimi mesi, ha di nuovo messo in allarme i dipendenti e le loro famiglie”.

“Sul caso Auchan mi sono attivata in Consiglio Regionale sin dallo scorso dicembre, chiedendo che Regione Lombardia si facesse parte attiva affinchè venissero garantite la rete di vendita e attivate tutte le possibili politiche attive del lavoro nel caso in cui non si fosse riusciti a preservare l’intero perimetro occupazionale” prosegue l’esponente di Italia Viva “I vertici di Margherita Distribuzione, auditi lo scorso febbraio in Commissione Attività Produttive di cui sono componente, avevano inoltre assicurato il massimo impegno da parte loro a perseguire un metodo orientato alla ricollocazione del personale”.

“I costi sociali del passaggio da Auchan a Conad non possono ricadere su lavoratori che solo qualche mese fa, nei mesi più difficili dell’emergenza COVID, venivano considerati da tutti essenziali”, sottolinea Patrizia Baffi.

“L’azienda e Regione Lombardia devono impegnarsi al massimo nel tentativo di garantire la prospettiva di zero esuberi, obiettivo ambizioso ma non impossibile, attivando tutti gli strumenti a disposizione a partire dagli ammortizzatori sociali di cui ho chiesto verifica. La prospettiva di una cassa integrazione a zero ore non è accettabile”, conclude.

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