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Approvato il bilancio di previsione 2022-24, Pizzul (Pd): "Micro-interventi senza un filo comune"

Secondo i dati riportati dal capogruppo dei dem lombardi Fabio Pizzul la nostra regione è più povera rispetto a 20 anni fa e il bilancio approvato non fermerà questo declino.

Approvato il bilancio di previsione 2022-24, Pizzul (Pd): "Micro-interventi senza un filo comune"
Politica Lodi, 22 Dicembre 2021 ore 16:23

Secondo i dati riportati dal capogruppo dei dem lombardi Fabio Pizzul la nostra regione è più povera rispetto a 20 anni fa e il bilancio approvato non fermerà questo declino.

La critica di Pizzul sul bilancio "fatto di mico-interventi senza un filo comune"

“Lega e alleati hanno approvato un bilancio puntiforme, fatto di micro- interventi che non hanno un filo comune né un disegno di fondo. La Lombardia è in declino, la povertà e le diseguaglianze crescono, soprattutto a danno di giovani e donne, ma questa maggioranza non ha un piano per invertire la rotta. Le Regioni dovrebbero saper governare e programmare, affrontare i grandi temi: sono le cose che dovrebbe fare anche la Lombardia, ma questa maggioranza di centrodestra è senza prospettive e senza visione”.

Con queste parole Fabio Pizzul, capogruppo regionale del Pd, ha spiegato il voto contrario del Partito democratico al bilancio di previsione 2022-24 e alla relativa legge di stabilità.

Lombardia in declino

Il discorso di Pizzul partiva da alcune considerazioni sulla condizione economica e sociale della Lombardia, che illustra un lento declino che prosegue dal 2000 ad oggi. Prendendo i dati del rapporto 2021 dell’ente di ricerca regionale Polis, più altri dati Svimez, il Pd ricorda che la Lombardia sta perdendo terreno in Europa e in Italia e che i lombardi sono più poveri di vent’anni fa. A farne le spese sono soprattutto giovani, donne e famiglie con figli minori.

Per reddito pro-capite, la ricca Lombardia è al 36° posto in Europa, avendo perso venti posizioni in venti anni – elenca Pizzul –. La povertà assoluta tra il 2005 e il 2019 è triplicata e nel 2020 è arrivata a sfiorare la media italiana. I cosiddetti working poors, con stipendi che non bastano a vivere dignitosamente, sono quasi il 9%, e a farne le spese sono soprattutto donne e giovani. Le difficoltà dei giovani hanno ricadute sociali, come la denatalità: dal 2009 i nuovi nati sono diminuiti di oltre il 25%”. Anche sui dati economici ci sono indicatori allarmanti: “La Lombardia è solo ottava in Italia per spesa in ricerca e sviluppo, addirittura penultima se consideriamo la componente pubblica. Ma per converso cala la formazione permanente, invece di crescere, soprattutto per le donne, e la banda ultralarga, fuori dalla città metropolitana di Milano e dalla provincia di Monza e Brianza, copre non più del 48% della popolazione – aggiunge il capogruppo dem –. Tutto questo ha un costo: si vede una contrazione  significativa delle attività industriali tra il 2011 e il 2019. Così, ho detto al centrodestra, non si va da nessuna parte”.

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