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Pro e contro

A Lodi si combatte il degrado togliendo le panche ed è subito “La ballata delle panchine rimosse”

La minoranza non ha apprezzato la scelta.

Politica Lodi, 30 Marzo 2021 ore 09:57

Nei giorni scorsi la Giunta Casanova ha fatto rimuovere alcune panchine nel centro di Lodi – in Corso Umberto e Via Solferino – ritenute “scomode” poiché spesso utilizzate per bivaccare da diverse persone, solitamente senza fissa dimora. La decisione, assunta a seguito di diverse segnalazioni da parte di persone stufe di assistere a scene di degrado, non è passata inosservata: sia membri della minoranza che cittadini non hanno apprezzato la scelta di cercare di risolvere il problema semplicemente spostandolo altrove.

I motivi della decisione dell’Amministrazione Casanova

In una nota diffusa ieri sera, 29 marzo 2021, la consigliera leghista Eleonora Ferri spiega i motivi che hanno portato la Giunta Casanova a togliere le panchine “scomode”:

Grazie al Sindaco leghista, Corso Umberto e Via Solferino diventano più sicure e decorose.

A seguito di numerose segnalazioni da parte di cittadini stufi della situazione di degrado, data da bivacchi e cattive frequentazioni che spesso sfociavano in episodi fastidiosi e pericolosi, già la scorsa estate il Sindaco di Lodi aveva concordato con la Polizia Locale di istituire un presidio fisso di stazionamento degli agenti, che garantisse sicurezza a tutti i passanti e frequentatori degli esercizi commerciali di Corso Umberto.

Il Sindaco che oramai da mesi stava interloquendo con la nota catena di supermercati Carrefour, è riuscito ad ottenere dalla stessa la promessa del posizionamento di una ringhiera entro la fine di aprile (nel rispetto degli elementi architettonici del complesso) che funga da dissuasore di seduta.

Sempre per motivi di sicurezza e decoro, il Sindaco ha altresì deciso di spostare la panchina attualmente presente di fronte allo stesso supermercato, così che il tratto di una delle vie principali di Lodi più frequentate possa finalmente essere più ordinato e più sicuro.

L’amministrazione, a seguito di richieste dei residenti, ha inoltre provveduto a rimuovere la panchina posizionata davanti alla Biblioteca Comunale di via Solferino.

Negli scorsi anni si era pensato che la causa della sosta di persone di dubbia fama fosse dovuta al fatto che il Wi-Fi della biblioteca fosse acceso h24. Si era provveduto infatti di mantenerlo attivo solo negli orari di apertura della stessa per scongiurare altri tipi di stazionamento al di fuori. (Cambiata successivamente la rete internet, il Wi-Fi ad oggi è ad uso esclusivo degli utenti registrati presso la Biblioteca).

Il problema dei bivacchi però non si era risolto, la panchina posta nella rientranza verso i palazzi di via Solferino, era rimasta luogo fisso di cattive frequentazioni specialmente in orari serali.

Negli ultimi mesi le cattive frequentazioni erano aumentate anche in virtù delle restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria, la stessa seduta infatti – oltre ad essere sempre più sporca scarabocchiata e totalmente indecorosa- si prestava quotidianamente come postazione “riparata” (rispetto all’altra panchina posta direttamente sulla via che è stata mantenuta) per allestire una tavolata di cene in compagnia, con il risultato di assembramenti costanti, persone ubriache e conseguente sporcizia.

La ballata delle panchine rimosse

Neanche il tempo di rimuovere le panchine che su internet compare “La ballata delle panchine rimosse” della consigliera del Pd Laura Tagliaferri, che in poche e ironiche righe spiega alla prima cittadina che “rimuovere il problema non è mai la soluzione”.

Cominciando dal principio
questo mio strano poema
giunse un giorno in Municipio
la notizia di un problema:
“C’è una panca, in corso Umberto
dove stan dei disgraziati!
Oh mia Sindaca, son certo
che son proprio dei drogati.
Sono brutti e mal vestiti
e sprigionano un olezzo…
ma da dove sono usciti?
mi fan proprio un gran ribrezzo!”
E la Sindaca, infuriata,
convocò la Giunta intera:
“Soluzione va trovata,
o restiam qui fino a sera!”
Dopo un gran rimuginarci
ecco l’illuminazione:
“Come ho fatto a non pensarci?
Presto, ho una soluzione!
Giammai questa cittadina
ebbe un Sindaco più acuto:
rimuoviamo la panchina,
risolviamo in un minuto!”
Con dei gran festeggiamenti
quella panca fu levata,
ma ora state ben attenti,
che la storia è continuata.
Biblioteca: lì davanti
bivaccavan dei ragazzi,
ogni giorno erano tanti,
generavano schiamazzi.
“Via anche quella, di panchina:
più non si potran sedere!
Esser Prima Cittadina
è davvero un bel mestiere”.
Si sentiva assai nel giusto
e altra panca fu rimossa,
sol che poi ci prese gusto:
“Orsù, Giunta, alla riscossa!”
Ogni cosa lei levava,
ma la gente non spariva:
solamente si spostava
et voilà, ricompariva.
Tolse il ponte ed i giardini,
le botteghe? Fan schiamazzi!
Via le piazze e i sampietrini,
via anche il fiume ed i palazzi.
Si sentiva un gran portento,
però non le venne in mente
che togliendo il pavimento,
sotto non restava niente.
E oggi quella cittadina
che fondò un dì il Barbarossa
più non c’è sulla cartina:
resta solo una gran fossa.
E sul ciglio del burrone
sta la Sindaca accigliata:
“Ma dov’è il nostro Torrione?
Ma dov’è la Tortionata?”
Con nel cuore un gran patema
ha capito la lezione:
che rimuovere il problema
non è mai la soluzione.

“I dissuasori per i piccioni, non per gli esseri umani”

Una decisione, quella di rimuovere le panchine e mettere una ringhiera, non affatto condivisa dal consigliere di Lodi Civica Francesco Milanesi, che reputa inumana la scelta di apporre dissuasori per evitare che esseri umani stanzino nella zona e che ribadisce a sua volta che l’obiettivo dell’amministrazione dovrebbe essere quello di risolvere e prevenire situazioni di disagio sociale, non arginarle lontano dal centro cittadino. Impetuoso Milanesi afferma:

La nuova guerra del Broletto ha del paradossale: per contrastare sporcizia, incuria e quello che chiama “bivacco”, utilizza strumenti per animali che per esseri umani. Così non va.
La zona del centro storico davanti al Supermercato Carrefour deve essere riqualificata ma non utilizzando questi strumenti. Non è una vera opera di riqualificazione!
Partiamo dalla mentalità e dall’approccio della Giunta: definire “bivacchi” un gruppetto di persone fragili e in difficoltà è un termine improprio oltre che di cattivo gusto.
Poi l’azione politica: se il Comune realizza degli impedimenti, non risolve il problema. Queste persone troveranno comunque il modo di ritrovarsi insieme.
Tra l’altro: gli assembramenti sono vietati ed è giusto che ci sia un controllo e che vengano allontanate ma così non si risolve il problema della loro condizione che è a monte di tutti i discorsi politici che si possono fare.
Bisogna quindi intensificare i controlli, non solo nel centro storico, ma anche nel resto della città, ma bisogna soprattutto potenziare i percorsi con i servizi sociali per dare assistenza, un aiuto concreto a chi è in difficoltà.
Fino a quando la politica non deciderà di aiutare seriamente chi ha un disagio, un problema che da solo non può risolvere, non garantirà una società migliore.
Costruire ponti deve animare una azione amministrativa seria.
Non bisogna togliere panchine, ma creare opportunità e una città inclusiva.
La Giunta che amministra la città ancora una volta, sbaglia il metodo e offre un cattivo esempio, tra l’altro penalizzando tutti i cittadini (togliendo le panchine che possono essere utilizzate da tutti).
Meno panchine, più recinzioni e più dissuasori con scarso controllo da parte della polizia municipale e senza aiuti concreti per le persone in difficoltà. Questa è l’idea della sindaca.”

Giordana Liliana Monti

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