Da Legambiente

Megastore a Lodi, per Legambiente e Pd “No grazie, più traffico e commercianti lodigiani a rischio”

Legambiente ha lanciato una raccolta firme contro la proposta di aprire un nuovo megastore lodigiano.

Megastore a Lodi, per Legambiente e Pd “No grazie, più traffico e commercianti lodigiani a rischio”
Lodi, 20 Luglio 2020 ore 10:47

Legambiente ha lanciato una raccolta firme contro la proposta di aprire un megastore a Lodi, accolta e promossa anche dal Partito Democratico lodigiano.

Il Pd dice no, grazie

Megastore in centro a Lodi? No grazie!
Si sta parlando molto, in questi giorni, dell’insediamento di un grande megastore nella zona dell’ex Consorzio Agrario.
Un’operazione che cambierà profondamente (in negativo) il volto della nostra Città: porterà ad uno spaventoso aumento del traffico e dell’inquinamento in un’area già congestionata e avrà come conseguenza la chiusura di numerosi negozi di vicinato.
E’ importante far sentire la voce dei lodigiani contro questo progetto insensato, inutile e dannoso: alcuni cittadini e associazioni hanno lanciato una petizione, aiutaci firmandola e condividendola!
Grazie!

Lanciata una petizione su Change.org

Contro la costruzione del nuovo mega store è stata lanciata una raccolta firme sulla piattaforma online “Change.org”  , ecco le motivazioni che hanno spinto gli ideatori di Legambiente a proporre questa petizione. Di seguito le parole di Andrea Poggio di Legambiente:

Nei prossimi mesi la Giunta Comunale punta infatti ad autorizzare la costruzione di un centro commerciale di ben 7.500 metri quadrati nell’area dell’ex Consorzio agrario, contigua alla stazione (più grande del Bennet di S. Martino).

Lo fa in modo poco trasparente, escludendo associazioni e commercianti dalle conferenze di servizi, respingendo gli ordini del giorno dei consiglieri di opposizione che chiedono di discutere pubblicamente dell’argomento, senza invitare i cittadini ad esprimere le proprie valutazioni.

Poco trasparente appare anche la presentazione: la relazione dell’immobiliare proponente dichiara una superficie di vendita alimentare di “appena” di 2.000 metri quadrati, più altri 1.000 di altre merci. Ma non conta gli altri 5.000 metri quadri di superficie adibiti a magazzini e servizi, indistinguibili nel progetto e facilmente integrabili in seguito nella stessa superficie di vendita al dettaglio e facendone con ciò un ipermercato, come già successo in altre città. Si spiegherebbe così il numero di posti auto previsti: sono 414, il doppio di quelli necessari per una superficie di vendita di 2.000 metri quadrati.

Un pericolo per i negozianti lodigiani

Si tratta di una scelta che rischia di portare non solo alla chiusura di gran parte dei negozi di prossimità ancora sopravvissuti a Lodi, fondamentali per garantirne la vitalità ed il servizio ai cittadini non automuniti, ma anche di far crescere traffico, inquinamento e rumore sia intorno alla già frequentatissima stazione ferroviaria, sia nei quartieri vicini della città di Lodi, già abbastanza inquinata di suo.

Si tratta di una scelta che non risponde alle vere esigenze della città, che necessiterebbe invece di un hub per la mobilità sostenibile: una stazione cui accedere a piedi, in bici o con mezzi elettrici leggeri, con bus pubblici o mezzi in condivisione, servita poco oltre da parcheggi per le auto private, magari coperti e dotati di ricarica elettrica, anche viene da altri comuni. A Lodi si propone invece il contrario: un’area strategica, un intero quartiere centrale diventerebbe un’area trafficatissima di giorno, una spianata deserta la notte.

Firma per chiedere

–  NON costruire un megastore in pieno centro a Lodi,
–  la Valutazione Ambientale Strategica e il confronto in un’assemblea pubblica, come prevedono la legge e il Piano di Governo del Territorio della città.

CLICCA QUI PER ANDARE ALLA PETIZIONE

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