Genitori separati o divorziati come ricevere contributo sull’affitto

Le domande, da compilare on line, potranno essere presentate fino al 30 giugno 2019.

Genitori separati o divorziati come ricevere contributo sull’affitto
15 Giugno 2018 ore 15:07

Genitori separati o divorziati: un sostegno economico per l’abbattimento del canone annuo di affitto di immobili adibiti a propria abitazione.

Genitori separati o divorziati le domande per il contributo sull’affitto

Anche nella Bassa (Cremona, Lodi, Mantova e Pavia e provincia) i genitori separati o divorziati in possesso dei requisiti richiesti potranno – fino al 30 giugno 2019 – presentare domanda per ottenere un contributo sull’affitto. E’ possibile presentare le domande on line dalle pagine web di Regione Lombardia all’indirizzo: www.siage.regione.lombardia.it.

Come funziona

Si tratta di un provvedimento a sportello e pertanto sarà erogato sino ad esaurimento delle risorse assegnate da Regione Lombardia alle Ats. Il contributo erogato al genitore separato/divorziato è calcolato sulla base del canone annuo di locazione che risulta dal contratto di affitto in essere stipulato dal genitore richiedente. Il contributo concesso, pari al 30% del canone di locazione annuo, non può essere superiore a 2mila euro in caso di canone calmierato e a 3mila euro in caso di canone a prezzo di mercato.

Genitori in situazioni di grave marginalità

Tale contributo è assegnato per un’annualità, in due tranche, ad eccezione del genitore separato o divorziato in condizione di grave marginalità sociale al quale può essere riconosciuto tale beneficio per un biennio. In caso di durata del contratto inferiore all’anno, il contributo è calcolato proporzionalmente. Al genitore in condizione di grave marginalità può essere ulteriormente concesso un contributo annuo fino a mille euro, al fine di superare lo stato di difficoltà.  Sia per la concessione del contributo biennale per il canone, sia per accedere all’ulteriore beneficio, il genitore in condizione di grave marginalità deve condividere un progetto personalizzato predisposto dagli operatori di territorio (Comune, ASST, Ente accogliente, ecc.) e sottoscrivere il patto di corresponsabilità.

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