realizzato nel 1507

Partito il restauro dell’organo del Tempio civico dell’Incoronata FOTO

Il lavori proseguiranno fino al termine del mese di giugno.

Partito il restauro dell’organo del Tempio civico dell’Incoronata FOTO
Lodi, 10 Giugno 2020 ore 16:45

Restauro dell’organo del tempio civico dell’incoronata: i lavori termineranno a fine giugno.

I lavori di restauro

I lavori di restauro dell’organo settecentesco del Tempio civico dell’Incoronata sono partiti ieri mattina e proseguiranno fino al termine del mese di giugno per il ripristino della piena efficienza fonica dello strumento e per la disinfestazione delle parti lignee dagli insetti xilofagi.
Il progetto di recupero è stato realizzato dalla ditta Colzani Organi (Como) e l’intervento di inibizione dell’attacco dei tarli è stato affidato allo Studio Restauro di Beni culturali di Paolo Mariani (Crema). L’importo complessivo delle opere ammonta a 27.328 euro.

L’organo, realizzato da Domenico De Lucca nel 1507 e rifatto da Giovanni Battista Chiesa nel 1775, presenta diffusi problemi di accordatura. Per risolverli le canne in metallo dovranno essere rimosse e trasportate in laboratorio per la pulizia con aria compressa e il ripristino della conformazione originaria. Le riparazioni delle altre componenti potranno invece avvenire in loco.

I registri richiedono un accurato lavoro di intonazione, per correggere le numerose irregolarità di emissione. Per quanto riguarda lo stato di conservazione dei materiali, le pelli del mantice risultano abrase e nei punti più ammalorati dovranno essere sostituite. I tiranti in ferro della meccanica sono coperti da uno strato di ossido rugginoso che verrà rimosso. Contestualmente si provvederà ad eliminare eventuali attriti e cigolii prodotti dall'ossidazione o dai depositi di polvere. All’interno della segreta del somiere maestro sono presenti tracce di muffe che saranno adeguatamente trattate.
Le parti lignee (canne, pedaliera, leggio, panca dell’organista e alcune porzioni della consolle, etc.) verranno pulite, disinfestate e stuccate. La disinfestazione interesserà anche gli armadi in noce della Sacrestia, risalenti alla metà del ‘700.

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La manutenzione delle canne in metallo, iniziata con la rimozione delle stesse per il trasferimento in laboratorio, richiederà circa una decina di giorni, successivamente la ditta specializzata opererà per almeno tre settimane all’interno del Tempio.
Il restauratore delle parti lignee subentrerà dopo lo smontaggio delle canne dell’organo e concluderà entro pochi giorni la prima fase di intervento, posizionando sensori di rilevamento degli insetti xilofagi. La disinfestazione sarà eseguita nella seconda metà del mese, con l’utilizzo di prodotti autorizzati e inoculati in modo puntuale, senza nessun rischio per i custodi e i visitatori.  I lavori non comporteranno alcuna limitazione di accesso al Tempio.

Il commento del vicesindaco Maggi

“Il recupero di questo capolavoro artistico è un passo concreto che compiamo nel percorso di valorizzazione dell’Incoronata. All’inizio del 2019 il progetto è stato presentato alla Soprintendenza che, alla fine dello scorso anno, ha espresso parere favorevole, subordinato ad alcune prescrizioni, trasmesse a ridosso del periodo di lockdown. La ditta specializzata nelle opere inerenti le componenti meccanico-foniche ha dovuto quindi adeguarsi alle indicazioni fornite dalla Soprintendenza e oggi finalmente i lavori possono cominciare per porre rimedio al naturale deterioramento subito nel tempo dallo strumento, oltre che ad alcuni maldestri tentativi di accordatura, mediante la schiacciatura della sommità delle canne. L’Amministrazione comunale sta lavorando in questo momento anche all’avvio di un ulteriore intervento di restauro che riguarda la copertura dell’edificio. La Giunta approverà nei prossimi giorni il progetto esecutivo, a seguito del quale si potrà indire la procedura di gara per dare il via ai lavori indispensabili a salvaguardare il mantenimento delle opere artistiche conservate nel Tempio civico”, così il Vicesindaco e assessore alla Cultura Lorenzo Maggi.

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