Giornata Mondiale del sonno 2018: entriamo nelle camere da letto del Medioevo

Entriamo in punta di piedi in una camera da letto del Medioevo per scoprirne tutti i segreti dell'epoca.

Giornata Mondiale del sonno 2018: entriamo nelle camere da letto del Medioevo
Lodi, 16 Marzo 2018 ore 11:49

Giornata Mondiale del sonno 2018: curiosità, abitudini e segreti di ciò che succedeva nelle camere da letto del Medioevo.

Curiosità dentro il letto nel Medioevo. Una camera mantovana

Venerdì 16 marzo è la giornata mondiale del sonno e di sicuro non potrà essere sfruttata da tutti. La sveglia del mattino suonerà il suo “alzati”, i piedi nudi o pantofolati si muoveranno verso la cucina e una buona colazione farà dimenticare anche questa ricorrenza mondiale. Si può, in ogni caso, entrare in punta di piedi in una camera da letto del Medioevo e vedere come si dormiva all’epoca. A Mantova o in altre città la casa si differenzia in base alla condizione sociale delle persone. Senza far rumore visitiamo di nascosto la camera da letto di una coppia di commercianti di una via del centro.

Arredamento minimal ma pensato per ogni esigenza

Di fronte al letto un grande camino che alla sera veniva spento per evitare il pericolo degli incendi notturni. Anche sulla mensola l’unica candela è spenta. Pochi mobili arredano la stanza: sulla tavola una brocca dell’acqua, un bicchiere e altri oggetti in vetro o in peltro. Davanti alla tavola una lunga panca perché il Medioevo è un secolo smart e niente era lasciato all’economia del caso. La stanza dove si dorme è quella dove si poteva anche mangiare, leggere e sbrigare qualche faccenda. Il calore del camino era importante e non andava perso. Si può scorgere allora una credenza con doppia serratura, qualche intaglio preciso e dentro la tovaglia. Un’immagine sacra non può mai mancare.

Come la principessa sul pisello

L’elemento più importante è il letto perché simbolo della vita intima. Sempre collocato lontano dalla porta per impedire il contatto delle correnti d’aria soprattutto in inverno. A baldacchino per creare un’altra stanza nella stanza, per ripararsi dalla luce e dagli spifferi d’aria. Oppure la classica struttura odierna, a due piazze, con il fondo costituito da assi di legno o un intreccio di corde. Nelle locande o negli Ospedali le piazze aumentano fino ad ospitare sei persone. Sopra il materasso riempito di lana, piume d’oca oppure paglia per i più poveri. Solitamente era abbastanza alto per proteggersi dai topi e dal freddo umido del pavimento. Come nella favole però il letto poteva crescere in altezza fino a contare una serie di materassi e di strati di pelliccia e sovracoperte.

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Rifare il letto era un po’ come stendere la sfoglia per la pasta

Ai piedi del letto c’era una cassapanca dove mettere gli abiti e la biancheria. Sì, perché a letto ci si andava nudi e con il solo accessorio della cuffia. La posizione con la quale ci si addormentava? In molte incisioni si vedono uomini e donne supini distesi sulla schiena oppure sul fianco con il braccio disteso sotto la testa. Alla mattina per rifare il letto si utilizzava una sorta di lungo mattarello per spianarle bene. Potete provarci ma non utilizzate quello che vi serve per i tortelli o le tagliatelle!

Il curatore

Simone Rega è laureato in Storia dell’Arte ed ha conseguito il Master di primo livello in Management della valorizzazione territoriale ed accoglienza turistica. Scrittore e guida turistica, si occupa di promuovere e valorizzare attraverso eventi dedicati e bandi le aziende del territorio. Con il blog Meraviglia a Domicilio racconta Mantova e le piccole curiosità che stanno dietro alla Storia. Ha vinto nel 2012 un concorso nazionale di poesia e nel 2013 ha pubblicato il libro Il Testamento del Clown. E’ presidente dell’Associazione di promozione Sociale RUM Ri-animazione Urbana Mantova che si occupa di welfare e rigenerazione urbana. E’ inoltre local manager di Igersmantova, la community che si occupa di raccontare il territorio di Mantova attraverso Instagram.

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