Volontariato in Ungheria: la storia di Ingrid, studentessa dell'Università di Pavia

Se hai tra i 18 e i 30 anni non lasciartelo scappare!

Volontariato in Ungheria: la storia di Ingrid, studentessa dell'Università di Pavia
15 Luglio 2019 ore 17:44

Lascia la tua impronta in Ungheria! Prendi parte ad un progetto di volontariato.

Quest’autunno parti per un Global Volunteer e mettiti alla prova nel campo dell’insegnamento

Non hai ancora deciso cosa fare dopo gli esami o la laurea? Parti con AIESEC per un progetto di volontariato in Ungheria! Dal 1 Settembre al 20 Ottobre 2019, avrai l’opportunità di volare in Ungheria per sei settimane e prendere parte al progetto di volontariato “​Teaching English in Hungary​”, con lo scopo di insegnare l’inglese agli studenti tra i 6 e i 18 anni. Questa esperienza permetterà a te e a loro di vivere in un’atmosfera internazionale e di sviluppare le loro capacità di parlare inglese.
Tutto ciò tenendo presentazioni e lezioni su varie culture, tradizioni, problemi a livello locale e mondiale.
Il costo di partecipazione per il programma Global Volunteer è di 300 euro. Nella quota di partecipazione di questo progetto sono inclusi alloggio e due pasti al giorno.
Requisiti: età compresa tra i 18 e i 30 anni.

La testimonianza di una studentessa di Pavia

Abbiamo chiesto ad Ingrid, una studentessa dell’Università degli Studi di Pavia che ha vissuto proprio questo progetto, di raccontarci la sua esperienza. Questa è la sua testimonianza:

“Sei settimane non sono tante. Ma nemmeno così poche. In un mese e mezzo puoi imparare una marea di cose, tra cui proprio la sete stessa di conoscere. “Ciao a tutti! Mi chiamo Ingrid Doczi, abito in Italia, a Lodi, vicino a Milano, qualcuno di voi forse c’è già stato. Studio lingue e culture moderne all’Università degli Studi di Pavia, in particolare inglese, francese e tedesco.

Ho seguito anche un corso di lingua ungherese, in modo da poter approfondire meglio le mie conoscenze base di questa lingua che mi appartiene fin da piccola, per via della regione geografica in cui sono nata e dell’origine etnica della mia famiglia. Questa è anche una delle ragioni per cui sono qui, oltre a molte altre e a quella principale di capire se stare in mezzo agli studenti e trasmettere a loro quello che ho imparato è anche quello che voglio fare da grande.”

Questo era più o meno quello che dicevo in quasi tutte le classi in cui andavo, prima di cominciare le mie “lezioni” all’interno della Karolina Iskola a Szeged, in Ungheria.

Ovviamente ho avuto solo un assaggio di quello che davvero è insegnare, però posso dire che parlare per un’ora quasi ininterrottamente, con la consapevolezza che un’intera classe di studenti ti sta ascoltando, non è del tutto una cosa scontata. Quando hai di fronte una classe di più piccoli, paradossalmente (seppur logicamente) è più difficile insegnare loro qualcosa, bisogna immedesimarsi in loro, distaccarsi da tutto ciò che si è imparato alle medie, alle superiori e all’università.

E’ proprio con i più piccoli che mi sono davvero resa conto di che grandi responsabilità siano l’insegnamento e l’educazione. Essendo dalla parte opposta a quella dei banchi ho sperimentato per la prima volta cosa si prova a fare una domanda e a ricevere con fatica una risposta, nonostante si legga su molti volti il desiderio di darla, eppure una qualche misteriosa forza che impedisce di farlo. In quei momenti mi rivedevo in loro e provavo dispiacere , ma allo stesso tempo comprendevo e quindi aspettavo paziente, finché prima o poi qualcuno il coraggio lo trovava. Ed è qui che arrivava il bello, l’interazione tra me e loro, lo scambio di informazioni, il confronto e la speranza che qualcosa sarebbe rimasto impresso.

Ho passato un mese e mezzo ricchissimo di nuove esperienze e conoscenze e  quasi ogni giorno ho imparato qualcosa di nuovo. E’ stato un modo per mettermi alla prova, e a distanza di un mese dal mio ritorno, posso dire che mi manca tutto, che sento che qualcosa in me è cambiato e soprattutto che ho capito cosa voglio fare del mio futuro. Perciò consiglierei davvero a chiunque di fare un’esperienza con AIESEC, in quanto sarete impegnati ad aiutare gli altri, ma allo stesso tempo vi scoprirete,ad aiutare anche voi stessi.

Anche quando pensi di essere completamente solo, ci sarà sempre qualcuno pronto a darti una mano, che tu la chieda, oppure no.

Per informazioni e contatti

Per mettersi in contatto con noi, scrivi all’indirizzo e-mail pavia@aiesec.it. Per altre informazioni e per essere contattato da un nostro responsabile visita ed iscriviti sul sito www.aiesec.it/volontariato-internazionale

VAI ALLA HOME

Seguici sui nostri canali